Smascherare le menzogne reiterate

Un autore di pubblicazioni a mezzo facebook fa delle affermazione che meritano una smentita.
Tralasciamo di replicare con lo stesso tono ad alcune futilità per centrare l’attenzione solo su alcune tamtiche che riteniamo importanti all’interno del dibattito e per dare l’opportunità, a coloro che sono animati da buona volontà, di comprendere le assurdità che in nome della Chiesa e per “amore” della Chiesa sono state compiute e si compiono.

Ave Maria
I difensori della linea Volpi – Bruno, ovvero del nuovo governo dei Frati Francescani dell’Immacolata, sostengono che non c’è alcuna situazione repressiva nell’Istituto, e lo proverebbe il fatto che nessun frate è stato sanzionato per le sue opinioni, ma solo per casi estremi di indisciplina. Secondo noi, laici che seguono da tempo questa vicenda, l’impostazione repressiva c’è, eccome. Dopo il colpo di mano e la successiva presa di governo dell’Ordine, i religiosi che dissentivano dalla nuova posizione sono stati rimossi dagli incarichi importanti; se questa non è repressione, è forse incoraggiamento fraterno della libertà di coscienza? Spedirli all’estero, senza un’esigenza pastorale o missionaria, se non è repressione è forse garantire la libertà di opinione? Purtroppo è in atto, lo riconfermiamo, la tessitura di una gigantesca ragnatela da cui i poveri frati dissenzienti non possono svincolarsi: vietato liberarsi. Prima del commissariamento, nel Governo Manelli, i religiosi che volevano uscire e passare ad altro Istituto o incardinarsi in Diocesi, lo facevano senza opposizioni da parte dei Superiori. Menzioniamo a conferma Padre Valles che, uscito dalla glia religiosa, fondò un Istituto diocesano. Padre Manelli non l’ha perseguitato. Una lezione di libertà, tolleranza, carità di cui  tutti dovrebbero farne tesoro. Se solo volessimo cogliere una differenza tra il nuovo governo e quello precedente, diremmo che è nello stile: nel primo c’è imposizione repressiva, nel secondo non c’è mai stata. Ai fini della tutela della verità, facciamo notare che lo stile di governo di Padre Manelli era mite e soave rispetto a quello di Padre Volpi: non si può descrivere la delicatezza del Padre nei colloqui personali che ci sono stati nel passato.
Tra le falsità perpetrate in rete si dice che i frati contrari al governo del Fondatore, nessuno è mai stato contrario al Summorum Pontificum. In realtà, queste affermazioni tanto abusate quanto false, mi ricordano quei tentativi grossolani, degli avvocati che in sede processuale, cercano di difendere l’indifendibile. Quantunque i fatti vengano raccontati ora in modo eloquente, ora in modo complesso, la conclusione è che non c’è forza, non c’è ragione che possa modificare la realtà del fatto accaduto. E il più delle volte quei tentativi di difesa impossibili diventano tragicamente comici. Ora, tentando di rovesciare ancora una volta la verità, si dice che non ci sono mai stati frati contrari al Summorum Pontificum. È ridicolo! Tra i frati contrari al governo precedente, c’erano e ci sono frati contrari al Summorum Pontificum.
Si accusa, ancora, il precedente governo di Padre Manelli di impostazione pedagogica lacunosa. Quanti termini ad effetto sono usati sempre e solo allo scopo di travisare la verità. Facciamo notare che i sacerdoti formati dal Seminario interno all’Ordine hanno conseguito con successo specializzazioni nelle università pontificie, le stesse che frequenteranno ora, dopo la chiusura del Seminario interno, gli studenti fedeli alla linea Volpi –Bruno. Come, dunque, sarebbe stato possibile acquisire titoli accademici presso queste Università con una formazione lacunosa?
Infine, prima di concludere, vogliamo riprendere in considerazione un ultimo aspetto: la falsificazione dei dati del questionario del visitatore apostolico. Si dice che il 74% dei Frati Francescani dell’Immacolata abbia chiesto il commissariamento o un nuovo Capitolo Generale straordinario. Ribadiamo ancora una volta che:
1)    A chiedere il commissariamento fu solo una minoranza;
2)    Tra coloro che auspicarono l’intervento della santa Sede, c’erano anche coloro che speravano che  si ammansissero i religiosi ribelli, quindi non annoverabili tre i favorevoli alla linea Volpi -Bruno;
3)    Non tutti risposero al questionario, forse perché ne sottovalutarono la portata: per alcuni di loro era inverosimile che la menzogna potesse fare tanta strada.
Inoltre riportiamo quanto Sandro Magister ha già ampiamente precisato:
“Se la matematica non è un’opinione, quindi, il commissariamento [dei Frati Francescani dell’Immacolata] era stato chiesto non dai tre quarti dei frati – come asserito dalla nota – ma dal 74 per cento del 61 per cento, cioè dal 45 per cento del totale [grassetto nostro], una minoranza, e nemmeno da tutti questi, dato che per vari di essi sarebbe bastato un capitolo generale straordinario. [grassetto nostro. L’aver accorpato entrambe le voci in un’unica percentuale, fa parte dell’effetto furbizia.] E non è tutto. La nota diffusa il 31 gennaio dalla congregazione per i religiosi ha aggiunto che la visita apostolica era stata fatta perché “richiesta da 21 membri dell’istituto”. Su un totale di circa 350 frati, 21 sono una minoranza piccolissima, il 6 per cento. Eppure è bastato questo sassolino a far partire la frana che sta sgretolando una delle più ferventi congregazioni religiose di recente fondazione, ricca di giovani vocazioni maschili e femminili, di sicura ortodossia dottrinale e di ammirevole obbedienza, inopinatamente punita per volontà dello stesso papa Francesco della facoltà di celebrare la messa in rito antico a norma del motu proprio “Summorum pontificum” di Benedetto XVI, nonostante la nota del 31 gennaio sia ora venuta a dire che “il discorso del rito antico non è assolutamente il motivo principale” – mai precisato – del commissariamento.”
Questo modo di procedere è secondo verità? Viene da Dio oppure no? Ai lettori il giudizio.
Il Comitato dell’Immacolata

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