COMMENTO ALLE DICHIARAZIONI DI S.E. CARD. BRAZ DE AVIZ SU FRATI E SUORE F.I. IN “ROGATE ERGO” N. 11/2014.

Sembra un’interminabile storia di persecuzione mediatica quella delle Suore, dei Frati Francescani dell’Immacolata e dei laici ad essi legati. Non vorremmo replicare, ma il dovere morale di spendersi per testimoniare la Verità è un preciso compito di ogni cristiano a cui, anche noi, non possiamo sottrarci.
In umiltà e forti della disponibilità all’ascolto, “tratto caratteristico dell’attuale pontificato”, vorremmo permetterci di far notare alcune informazioni non corrette pubblicate nel N. 11/2014 della rivista “Rogate Ergo”, un periodico dei Rogazionisti, nell’ambito dell’intervista rilasciata dal Cardinale Prefetto della Congregazione degli Istituti di Vita Consacrata e Società di Vita Apostolica.
Per entrare subito nel vivo della questione, vorremmo rilevare come la rivista, nel riportare il pensiero del Cardinale, e forse semplificandolo, non distingua tra l’accettazione del Concilio Vaticano II e l’interpretazione di esso. Non siamo esperti di temi conciliari, ma ricordiamo perfettamente le riflessioni di Papa Ratzinger quando invitava ad intendere l’ultimo Concilio secondo l’ermeneutica della continuità e non della discontinuità, come, invece, sembrava si stesse delineando in molti luoghi, con abusi e “creatività liturgiche” al limite del sopportabile, per usare l’espressione dello stesso Sommo Pontefice. Mostrare perplessità su alcune “interpretazioni” del Concilio e su alcuni abusi fondati su tali “interpretazioni”, come hanno fatto i Francescani dell’Immacolata, non significa non accettare il Concilio stesso, ma inserirsi nel legittimo dibattito all’interno e non al di fuori della Chiesa. La famiglia dei Francescani dell’Immacolata, sia nel ramo maschile che in quello femminile, non ha mai dichiarato di non riconoscere l’autorità dei documenti conciliari; allora in base a quale fatto oggettivo si può dire che i Francescani dell’Immacolata non accettino il Concilio Vaticano II?
In ogni caso è bene ricordare che le Suore Francescane dell’Immacolata, come facevano prima del Commissariamento anche alcuni frati, distribuiscono da anni numerose copie di messalini “Novus Ordo” in moltissime parrocchie italiane. Inoltre, ci risulta che nella quasi totalità delle comunità delle SFI, sia in Italia che all’estero, la Messa conventuale si celebri secondo il “Novus Ordo”.
Un altro punto particolarmente doloroso riguarda una frase dell’intervista in cui si asserisce che non è accettabile che ci sia unità con il fondatore e con il Papa no. Presentare la famiglia francescana dell’Immacolata come unita ai fondatori e non al Papa, equivale ad affermare che i fondatori sono contrapposti al Santo Padre. Ora non ci risulta che sia mai stata autorevolmente contestata ai fondatori, alle Suore o ai Frati dell’Immacolata la loro disunione con la Santa Sede, né che sia mai stata rivolta loro alcuna denuncia o accusa specifica.
Spiace constatare che vengano continuamente pubblicate sulla stampa asserzioni fuorvianti, senza il sostegno di dati oggettivi, contro Frati e Suore Francescani dell’Immacolata.
Particolarmente gravi erano state le dichiarazioni diffamatorie di Padre Alfonso Bruno pubblicate sulla rivista “Testimoni” (n.3/2014) contro fondatori, ex superiori FI, Suore FI, laici vicini ai fondatori, tanto da richiedere la pubblicazione di un articolo a rettifica (n. 6/2014). E’ interessante notare come nel mese di marzo Padre Bruno diffondeva le sue accuse attraverso una delle testate più diffuse sulla vita religiosa e nel mese di maggio le Suore ricevevano la visita apostolica. Ora che cosa attende le Francescane dell’Immacolata dopo l’articolo del mese di novembre di “Rogate ergo”? Il Commissariamento? O forse si fa addirittura strada l’ipotesi di uno scioglimento, come già da tempo prospettato da qualche frate ostile alle religiose, da giustificare sulla base di presunte posizioni scismatiche? Sembra incredibile, data l’assoluta mancanza di presupposti e se si considera che per le Suore non è ancora terminata la Visita apostolica, mentre è ancora aperto un ricorso avverso ad essa che già parzialmente aveva dato un qualche esito positivo. Rattrista rilevare che tali interventi dei media mostrino noncuranza della privacy di cui ha diritto un Istituto religioso, mancanza di rispetto della giustizia, della carità cristiana e soprattutto della verità, con ripercussioni gravissime difficilmente valutabili, sulle persone e sulle comunità.
Se si aggiunge l’azione d’infangamento compiuta senza tregua ai danni di Frati e Suore da anonimi, su siti internet e facebook, recentemente avallati dal sito ufficiale dei FFI, viene da chiedersi se questa non sia una persecuzione mediatico-ideologica in piena regola.
Quanto poi al supposto “commissariamento in atto sia nella parte maschile quanto in quella femminile dei Francescani dell’Immacolata”, di cui si parla espressamente nell’intervista, non risulta proprio che le Suore siano commissariate e il loro governo sia stato rimosso, poiché, non consta, come si è spiegato sopra, che sia conclusa la Visita apostolica.

Preghiamo il Verbo Verace del Padre, fattosi carne per noi, affinché anche mediante il nostro umile contributo, la verità possa finalmente affermarsi.

Il Comitato dell’Immacolata

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