Risposta al giornalista Marco Ansaldo

Il 3 gennaio 2015, Marco Ansaldo ha pubblicato un articolo su Repubblica dal titolo “Tutti i nemici di Papa Francesco”

In esso il convegno svolto il 13 dicembre dal titolo “La crisi della famiglia e il caso dei Francescani dell’Immacolata” nel complesso monumentale Santo Spirito in Sassia, organizzato dal Comitato dell’Immacolata, è stato letto come un evento contro il Papa. Dissentiamo da questa interpretazione e ne spieghiamo le ragioni.

fotocrisifamiglia

Il giorno 3 gennaio 2015, il giornalista Marco Ansaldo su “La Repubblica” scrive un articolo dal titolo “Tutti i nemici di Papa Francesco”, in cui, mentre denuncia, a suo giudizio, alleanze oscure di cardinali e teocon per resistere alla riforma di Francesco, non capita né digerita, sul finire inserisce nella lista nera dei complottisti contro l’attuale pontificato anche i relatori al convegno su “La crisi della famiglia e i Francescani dell’Immacolata”, dello scorso 13 dicembre 2014. L’evento, organizzato dal Comitato dell’Immacolata, cioè da noi fedeli laici che seguiamo il carisma dei Francescani dell’Immacolata, ispirato da Dio ai Padri Fondatori e approvato dalla Chiesa, invitando esperti e qualificati oratori, ha fatto il punto sulle cause storiche, filosofiche, giuridiche e sociologiche del virulento attacco alla famiglia umana e della situazione di grave indigenza in cui versa oggi, con un riflesso non meno significativo nella vita religiosa, con una specifica applicazione all’Istituto dei Francescani dell’Immacolata.
Il tutto è stato attualizzato alla luce dei recenti avvenimenti, in primis il Sinodo straordinario dei vescovi e il commissariamento dei Frati Francescani dell’Immacolata, avvenimenti in cui è venuto al pettine il nodo della crisi, nodo che «o lo si scioglie o si taglia», per usare il linguaggio del nostro giornalista.
Non entriamo nel merito dell’articolo e dei giudizi personali dell’autore, ma ciò che ci sorprende è vedersi arruolati in una schiera di nemici del Papa, quando in realtà nel convegno si è discusso di un tema che non può che essere a cuore al Pontefice: la famiglia, umana e religiosa. Perché si è nemici del Papa se si difende la famiglia naturale fondata sul matrimonio tra l’uomo e la donna e se si denunciano i tentativi di soppiantarla, trasformandola in nuove possibili unioni? Come si potrebbe mai essere nemici di Pietro (non solo di Francesco, ma di ogni possibile successore del primo vicario di Cristo) quando si desidera unicamente esporre e professare la dottrina cattolica sulla famiglia e sulla vita religiosa? Non è forse il giornalista stesso che con il suo scritto prova ad arruolare il Papa in una visione di famiglia nuova, modellata secondo quelle sospirate “innovazioni sinodali”, di cui diventano automaticamente nemici coloro che da esse vi si distanziano? Perché si può essere così audaci nell’additare difatti il Papa stesso quale promotore di queste trasformazioni radicali della famiglia, posizionandovi contro chi invece da cattolico segue il magistero della Chiesa? In modo più sintetico: perché il Papa darebbe ragione ad Ansaldo e non invece alla perenne dottrina magisteriale sulla famiglia? Il Sinodo non è un’operazione politica che serve per orientare un gruppo, o un parlamento dove si vota a maggioranza.
Ecco allora che il dire del giornalista, quando, riassumendo e oltretutto decontestualizzando, ha voluto presentare il nostro convegno e le relazioni offerte come parole «tutte puntate contro il Papa», risulta del tutto gratuito e diffamatorio.
Ci fu Paolo VI stesso, che nel famoso discorso sul fumo di Satana entrato in Vaticano alluse a un processo destabilizzante, a un pensiero non cattolico entrato purtroppo nella Chiesa attraverso spiragli vari. Non per questo il nostro Ansaldo arruolerebbe Paolo VI a nemico della Chiesa o addirittura dello stesso Francesco. O quando Benedetto XVI parlò di “crisi nella Chiesa”, di “peccato nella Chiesa”, le sue motivazioni non erano destabilizzatrici dell’assetto ecclesiale, ma ferma denuncia di una grave patologia da curare. La fede e la dottrina della fede precedono e accompagnano sempre l’operato dei Pontefici.
Noi ci professiamo semplicemente cattolici, seguaci del Pontefice, quale pietra su cui Cristo ha edificato la Chiesa e attendiamo con fiducia da lui di essere confermati nella fede nella verità indissolubile della famiglia umana e religiosa.
Il Comitato dell’Immacolata

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