Lettera di una mamma

01rubensimmacolata1627Ave Maria!
Sono la mamma di una suora francescana dell’Immacolata. Mi chiamo Anna e conosco le Suore Francecane dell’Immacolata e il loro Fondatore padre Stefano Manelli dall’anno 1992. Il mio primo incontro con loro avvenne nel Santuario di Castelpetroso (Is) ove affascinata da queste suore così belle, giovani e gioiose chiesi di fare un ritiro e stare un po’ di giorno con loro. Nacque in me il desiderio di diventare suora. L’incontro con il padre Fondatore fu determinante per la mia futura vocazione: diventare sposa e mamma di tanti figli.
Padre Stefano è stato per me e per la mia famiglia un aiuto insostituibile. Ci ha insegnato a amare l’Immacolata, sforzandoci di vivere il santo Vangelo, nel rispetto dei comandamenti divini, e mi domando con quale coraggio si possa accusare padre Stefano di certe cattiverie. Chi le scrive sembra non sappia fare altro…, ma costui sappia che un giorno tutti dovremo rendere conto a Dio delle nostre azioni e parole. Vorrei poter guardare negli occhi chi con tanto rancore si permette di infangare un sacerdote come padre Stefano che nella vita ha fatto solo del bene.
Mi chiedo ancora: per conoscere la verità sulle Suore perché non si interpellano le suore professe che vivono la realtà del convento (la vera realtà) già da tanti anni? Perché chiedere a qualcuna che è uscita dal convento? Si sa che si può solo sparlare di una realtà con la quale si è avuta una rottura. Diciamoci con sincerità che far leva su chi è pieno di rancore per raccogliere testimonianze è proprio di chi vuole distruggere, solo distruggere.
Sia io che mio marito, come genitori di una suora, non possiamo omettere di testimoniare ciò che vediamo e viviamo. Quando nostra figlia ha chiesto di entrare in convento è stato un desiderio grande suo personale. La determinazione è stata così grande che ci ha sorpresi. Ricordo che quando l’abbiamo vista dopo qualche settimana, siamo rimasti edificati per la felicità che ci trasmetteva e per la serenità e l’affetto che la circondava. Mi parlava spesso dell’attenzione che la Madre superiora aveva per lei e per tutte le ragazze che erano con lei. È difficile spiegare cosa prova il cuore di una mamma nel vedere la propria figlia serena e piena di amore per Dio e per l’Immacolata. Volesse Iddio concedermi altri figli consacrati nell’Istituto dei Francescani dell’Immacolata!
Da diversi anni sono affetta da sclerosi multipla. Quando l’ho scoperta il mio ultimo figlio aveva meno di un anno ed io ero costretta a stare tutto il giorno in ospedale per una terapia al cortisone. Le suore mi tenevano tutto il giorno i bambini con un amore unico e io ne ero molto edificata. Ho donato al Signore mia figlia (unica figlia femmina) e lui in cambio mi ha restituito il centuplo.
Vorrei chiedere di smetterla con queste menzogne. La parola di chi scrive o delega a scrivere certe amare assurdità è oggi contro la mia: sono disposta a qualunque confronto, in qualsiasi momento o luogo, purché la verità trionfi sulla menzogna.
E a chi sparge queste calunnie vorrei offrire da meditare le parole del Salmo: “Dona o Signore un linguaggio mite che non conosca i fremiti dell’orgoglio e dell’ira; donaci occhi limpidi che vincano le torbide suggestioni del male”.

Anna Paciolla

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