Con gli occhi di una madre

Continuano ad arrivare lettere di persone che avvertono il bisogno di far chiarezza sull’intricata storia dei Francescani dell’Immacolata.  Maria Camerlengo, madre di una bella e numerosa famiglia, frequenta l’Istituto religioso da più di vent’anni.  Ecco cosa ci scrive.

camerlengo

Ave Maria!

Sono proprio tante le notizie che ogni giorno i mass-media ci propinano tenendoci così informati su tutto ciò che avviene nel mondo. Ed è ben chiaro come, per il bene del tanto amato “scoop”, queste notizie la maggior parte delle volte hanno una certa tendenza, una particolare ostinazione a far credere e dire con maggior prontezza il male piuttosto che il bene. Come dice un proverbio, in una foresta fa più rumore un albero che cade che altri che crescono.
In quest’ultimo periodo, l’attenzione di tutti è caduta su un argomento molto, ma molto importante: i Francescani dell’Immacolata. Dico importante perché mi riguarda proprio da vicino in virtù del fatto che sono una consacrata all’Immacolata anche io e ho due figlie che sono felici di aver consacrato interamente la loro vita al servizio di Dio e del prossimo nell’Istituto delle Suore Francescane dell’Immacolata.
Certo, nel sentire tutte le accuse fatte sul web, lì per lì sono rimasta scioccata, sebbene mi rassicuri il pensiero che dovrà essere tutto vagliato con attenta analisi da persone competenti.
Premetto che ho a cuore la preziosità della salvezza della mia anima per cui darò testimonianza secondo verità, in base anche alla conoscenza che ho delle persone calunniate.
Posso dire, innanzitutto, che conosco padre Stefano M. Manelli da ventiquattro anni. Mi ha allevato spiritualmente così come una madre farebbe con il proprio bambino. Da subito mi ha colpito quella serenità, quel volto puro e quella luce che emanava dagli occhi, luce che può avere solo colui nel cui cuore dimora stabilmente la Grazia di Dio. Non ho mai e ripeto mai, notato in lui alcunché di losco, né alcuna di tutte quelle sporcizie che gli vengono imputate. L’unica cosa che ha sempre concesso è il bacio della mano, ma solo come atto di riverenza alla sua dignità sacerdotale. Mai dava abbracci, soprattutto poi di quelli che possano indurre a cattivi pensieri.
Molti lo criticavano definendolo “santone”, mentre posso testimoniare che egli si è sempre considerato un’erba cattiva e quelle volte che lo paragonavo a san Pio, mi rispondeva sempre che non era nemmeno un’unghia del santo stimmatizzato. Parlava spesso di padre Pio e ci spronava a seguirlo nei suoi insegnamenti. Padre Stefano, come vero suo figlio spirituale,  lo ha seguito veramente, incarnando perfettamente gli ideali di povertà, preghiera e obbedienza alla Chiesa. Formatosi ad una tale scuola penso che il fondatore dei Francescani dell’Immacolata non avrebbe mai potuto commettere tutti quegli abomini di cui è stato ingiustamente accusato.
Le sue catechesi erano impregnate di amore per Maria, nostra Mamma celeste, e dirette sempre alla maggior gloria di Dio. Numerose erano anche quelle sul Santo Padre, alla cui figura tra l’altro dedicò anche un suo libro. Diversamente da quanto è stato diffuso dai media, P. Stefano Manelli ci ha sempre insegnato l’amore al Papa. Ogni volta che recitava il Santo Rosario rivolgeva sempre un pensiero al Sommo Pontefice.
I miei figli hanno sin da sempre frequentato i frati e le suore; mai e dico mai mi hanno confidato una lamentela. Al contrario, tante volte mi hanno chiesto di ritornare da loro perché mi dicevano che dai frati e dalle suore trovavano la pace e il candore che solo l’amore divino e quello per il prossimo concedono. Anche dopo tanti anni, i miei figli non hanno cambiato idea. Partecipano tranquillamente ai vari campo scuola organizzati dai Francescani dell’Immacolata e tornano a casa con tante belle storie da raccontarmi, soprattutto i buoni esempi e i sacrifici che questi consacrati offrono per far sì che tutto vada bene. Purtroppo, qualcuno, evidentemente non contento del bene che questa Famiglia religiosa sta compiendo, sta cercando di distruggere tutto con accuse, calunnie e ingiurie, sperando di raggiungere il suo intento. Potranno infangare il fondatore e i Francescani dell’Immacolata davanti agli uomini, per loro non sarà altro che un’ennesima pioggia di grazie, perché chi confida in Dio e nell’Immacolata costruisce, non distrugge.

Maria  Camerlengo

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