Prigioniere sì, ma d’amore

Ci scrive Remo e ci parla dell’esperienza della figlia che ha scelto di entrare nell’Istituto delle Suore Francescane dell’Immacolata in piena libertà e autonomia. Non è facile, in questo mondo, comprendere la pratica dei voti di castità, povertà e obbedienza, ma bisogna capire che queste giovani suore hanno abbracciato una vita di amore e consacrazione illimitata alla Vergine Immacolata.

catenacuore

Ave Maria!
Sono il padre di suor Maria Incoronata ( nome preso nell’istituto) il suo nome anagrafico è Laura e mi sento in dovere di  esporre la mia testimonianza.
Le accuse mosse nei confronti delle Suore Francescane dell’Immacolata sono delle calunnie vergognose che possono essere generate soltanto dalla cattiveria, dall’invidia e dalla malvagità estrema di individui deboli  che hanno la presunzione di volersi contrapporre  alla giustizia  Divina.
Si fanno accuse di plagio, di vessazioni. Si fanno accuse di indurre le Suore a fare penitenze esagerate e si descrivono gli ambienti di comunità come dei lager. Si accusa questo Istituto di non procurare, alle suore, le cure necessarie alla salute e di mangiare cibi avariati.
Le calunnie palesate dai mass media, hanno colpito a 360° senza dimenticare l’istigazione e induzione alla prostituzione.
Mia figlia è cresciuta in un ambiente familiare genuino e tradizionalista, dove i valori morali umani e sociali hanno ancora una valenza fondamentale nella costruzione della propria personalità.
Dopo il diploma delle superiori ha frequentato il corso di Laurea in  ingegneria civile per due anni, superando i primi esami impegnativi come Analisi 1 e 2.
Durante i periodi di vacanza degli anni universitari ha trascorso diversi giorni in alcuni conventi d’Italia, per curare la crescita interiore e valorizzare il senso della vita. Non ricordo gli ordini dove è stata accolta, ma posso affermare che al ritorno da ognuno di questi conventi tornava delusa poiché non aveva trovato differenza dalla vita mondana. Io non l’avevo capito, a differenza di mia moglie Claudia, che Laura era alla ricerca di qualcosa di straordinario, fuori dal comune. In qualche modo, è venuta a conoscenza di quest’Istituto, i Francescani dell’Immacolata e da quel momento, l’interesse per questa Comunità  è cresciuto tantissimo.  A seguito dell’informazione, ha voluto trascorrere un periodo di tempo  presso questo Istituto.
Dal momento in cui ha visitato  una “casa” dove è stata accolta per alcuni giorni, è tornata con una certezza strabiliante. Aveva trovato quel qualcosa di straordinario nella semplicità della vita e della preghiera che si pratica tra i Francescani dell’immacolata.
Mia figlia ha scelto con tutta l’autonomia e la libertà, propria di una ragazza di 22 anni.
Ha voluto fortemente iniziare a stare con loro un primo periodo che è chiamano   Postulantato,  poi ha fatto  la professione temporanea, ha riconfermato i voti per tre anni. Ogni volta che la incontro è sempre contenta e gioiosa. Se lei volesse veramente tornare indietro, non avrebbe nessun ostacolo.
Mi sono dilungato nel descrivere l’entrata in convento di mia figlia, ma posso certificare che tutte le sue consorelle con le quali abbiamo avuto modo di stare assieme nelle numerose occasioni di incontri, hanno il medesimo atteggiamento di tranquillità, serenità e fiducia.
La maggior parte delle suore sono giovani e partecipano tutte ai lavori di vita comunitaria. Pulizie, cucina, giardinaggio, coltivazione di ortaggi ed allevamento di animali da cortile. Sono impegnate in attività di redazione di radio e giornalini, attività di distribuzione di viveri ai poveri e mendicanti.
Queste cose che ho indicato non le ho sentito raccontare, ma le ho visto personalmente e spesso ho partecipato, a mo’ di benefattore, alle attività di riparazioni e sistemazioni varie.
Tutte queste attività indicate,  sono accompagnate da ore di preghiera e di studio.   Ora io dico che quando sento i mass media enfatizzare questi fatti scandalosi, imputandoli a queste Suore, non posso che pensare ad azioni di crimine psicologico, di cui, a volte gli stessi giornalisti sono vittime, mosso da fazioni che dovrebbero essere i tenutari di questi principi dei Francescani dell’Immacolata, ma coscienti di essere lontani da queste caratteristiche, trovano come unico rimedio quello di distruggere i buoni esempi  affinché la massa non possa dubitare della loro presunta bontà.
Alla base della Regola Bollata, di San Francesco, c’è la pratica della Povertà, della Castità ed Obbedienza. E’ chiaro che in un mondo dove queste pratiche vengono professate su larga scala al contrario,  i media   ( soprattutto le pubblicità) per motivi economici, fanno leva proprio sulla ricchezza, sulla libertà di sesso e sulla libertà di poter fare ogni cosa ( sempre male).
Proprio i mass media trovano quindi il terreno molto fertile per i loro colpi giornalistici in ambienti sani come le Comunità delle Suore Francescane dell’Immacolata.
Periodicamente, la nostra famiglia trascorre una giornata con lei, dalla partecipazione alla santa messa, al pranzo etc. posso dire che tutte le consorelle di mia figlia si comportano con noi come se fossero ns figlie. È una sensazione straordinaria. La premura, l’attenzione ed  il rispetto che hanno tra di loro è quello che purtroppo per la ns società è utopia avere, visto il degrado della vita sociale del mondo attuale.
Mia figlia aveva la necessità di fare alcuni controlli clinici, per cui la premura del genitore mi spingeva sempre ad  interessarmi della sua salute, posso dire che nel convento, fa più controlli e visite mediche di quante ne facesse a casa.
Io sono preoccupato per il degrado della nostra vita sociale, ma rassicurato sulla loro vita  comunitaria.
Come genitore sono anche preoccupato del futuro degli altri due figli che ho e non di lei che ha scelto la vita della Preghiera. E’ stata una sua scelta ed io la rispetto.
Dopo soltanto tre anni che mia figlia è Suora, posso veramente affermare che sono contento della sua scelta. Ogni volta che io e mia moglie la incontriamo, ci dona delle sensazioni  che sono difficili da descrivere, ma ti fanno sentire bene dentro. E ‘ lei che ci conforta e ci fa capire quale è il vero senso della vita:  Amare Dio.
Ora devo credere che la malvagità la lussuria e l’invidia della nostra società vuole stravincere ed annientare la moralità, la fede in ns Signore Gesù per cui questi sono gli effetti dei suoi attacchi.
Ho in apertura detto che si tratta di fazioni deboli che si affannano per annientare il bene.
Per sopportare queste calunnie avremo bisogno di pazienza e coraggio e fede nella giustizia Divina.
La Madonna ci darà la forza di non cedere.

Ave Maria.
Remo Notargiacomo

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