Sforziamoci di farci santi

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In risposta a quanti stanno alimentando un clima scandalistico per demonizzare la figura di Padre Stefano Maria Manelli, alzando la voce come strilloni per vendere giornali, pubblichiamo l’ennesima testimonianza firmata.

Sono una persona molto devota della Madonna del Buon Consiglio che si venera nel suo santuario omonimo, in località Piano della Croce di Frigento, dove ho avuto modo di conoscere la comunità dei Frati Francescani dell’Immacolata.

Incoraggiata dal consiglio di fra Modestino da Pietrelcina, mi sono confessata e ho cercato una guida spirituale fra questi frati.

Per me è stata una grazia della Madonna aver incontrato nei momenti più difficili della mia vita questi frati che mi hanno aiutato e sostenuto nella scelta di vita. In particolare l’incontro con padre Stefano Maria Manelli è stato decisivo.

Ero orientata a cambiare stato di vita, che pure mi vedeva impegnata nel sociale, in quanto farmacista di un piccolo paese.

Scelsi di consacrarmi a Dio nella vita religiosa e chiesi consiglio a padre Emmanuel, mia guida spirituale, che mi rimandò ad un colloquio con padre Stefano Maria Manelli, fondatore dei frati francescani dell’Immacolata.

Questo fatto mi ha sempre spinto a riflettere che il caro Fra Modestino mi avesse guidato all’incontro con padre Stefano, il figlio spirituale di San Pio da Pietrelcina. E per citare una frase di padre Stefano: “Nulla avviene per caso”.

In lui ho trovato subito un padre buono, pieno di carità e di sapienza, ha riempito i miei vuoti di attenzione e di chiarezza, aiutandomi a risolverei dubbi, mostrando imparzialità e serenità di giudizio.

Infatti mi ha spiegato la bellezza della vita consacrata, con tanto amore e zelo serafico che mai ho riscontrato in tanti sacerdoti che pure ho avuto modo di incontrare.

Nello stesso tempo, però, mi ha consigliato di riflettere su questa scelta.

Ricordo a questo proposito che il padre si espresse proprio così: ”Ricordati, figlia, che la vita consacrata è sì il Tabor, ma è anche il Calvario”.

Forte di questo incoraggiamento, ho avuto tutta la gioia di fare questa esperienza, entrando in un monastero. Sono stata lì circa un anno e ricordo quando venne ,per una settimana, in occasione della mia consacrazione all’Immacolata.

Furono giorni di festa e di gioia trascorsi nella semplicità, nell’affetto familiare; era la sua presenza che creava questa atmosfera di pace e serenità francescana.

Con rammarico, però debbo dire che questo desiderio non ho potuto realizzare per motivi di salute.

Quando sono tornata a casa, nella mia afflizione ho trovato in padre Stefano, un punto di riferimento, perché si è mostrato, come prima: paterno, affettuoso, comprensivo. La sua espressione ricorrente è stata sempre: “fatti santa”.

Questo per sottolineare che in qualunque stato di vita, bisogna farsi santi.

Questo è stato il suo desiderio non solo per me, ma per tutti i fedeli.

E questo è stato anche lo scopo della nascita dell’Istituto da lui fondato.

Vorrei tanto che tutti conoscessero Padre Stefano Maria Manelli per comprendere la bellezza della sua anima che è tutta di Dio e dell’Immacolata.

Esterina Belmonte

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