10 febbraio Cuore di Maria La “Sposa”

cuore-immacolato-di-maria-1La sponsalità verginale  di Maria Santissima è un sublime mistero di amore che non finisce mai di stupire e incantare. Si tratta, in realtà, di un mistero di amore umano e di amore divino. Maria Vergine, infatti, è la Sposa “Semprevergine” di san Giu­ seppe; “Semprevergine” nell’ordine umano e temporale. Maria Vergine, Madre di Dio, è la Sposa “Semprevergine” di Dio nell’ordine divino ed eterno.

La sponsalità umana e temporale di Ma­ria Santissima, infatti, è pura sponsalità verginale con san Giuseppe, anch’egli sposo “semprevergine”. La sponsalità verginale di Maria e san Giuseppe, come sappiamo, è durata almeno trent’anni di tempo vissu­ti interamente insieme nell’umile e povera casetta di Nazareth, eccettuato il tempo di circa due anni vissuti in terra straniera con la fuga precipitosa della Sacra Famiglia in Egitto, fatta per salvare la vita di Gesù Bambino dalla “strage degli innocenti”, ordi­nata dal crudelissimo re Erode proprio per quel giorno della fuga di notte.

«Candore di luce eterna» (Sap 7,26)… La sponsalità verginale di Maria Santissima con san Giuseppe ha costituito sicuramente un capitolo di amore immen­samente ed esclusivamente palpitante sem­pre di pura grazia divina (contro tutte le aberrazioni immonde dei cineasti e roman­zieri che non mancano mai di presentarci periodicamente qualche opera nefanda…). Se il cuore puro di una vergine intatta è un cuore puro e intatto che palpita sempre di amore liliale e radioso, quanto più il Cuore vergine di Maria Santissima, la «Piena di grazia» (Lc 1,28), sposa consacrata Ma­dre Semprevergine di Dio, Verbo Incarnato, non poté avere altro che palpiti di amore tut­to «candore di luce eterna» (Sap 7,26).

Come poter pensare, infatti, e descri­ vere l’amore verginale reciproco fra Ma­ria Santissima e san Giuseppe, nei loro trent’anni di matrimonio verginale vissuto sempre silenziosamente e angelicamente nella casetta di Nazareth insieme al Figlio divino Gesù? È difficile per noi anche solo tentare di immaginare la costante tenerez­za e dolcezza del loro amore reciproco sia nelle gioie che nei dolori, sia nei giorni di festa che in quelli di travaglio, sia nelle ore di riposo che in quelle di fatica quotidiana.

Noi non possiamo che essere assoluta­mente impari a cogliere il valore superno della presenza ineffabile di Gesù, Verbo Incarnato (nel quale inabitava «corporal­mente tutta la pienezza della divinità»: Col 2,9), sempre in compagnia amabilissima di Maria e di san Giuseppe! Non ci è dato realmente di poter misurare tutta l’altez­za sovrumana dei palpiti dei loro cuori, dei loro sguardi, dei loro sorrisi, delle loro parole e colloqui, dei loro gesti di amore sempre santo e immacolato.

Le glorie di san Giuseppe…

San Francesco di Sales, devotissimo di san Giuseppe, dice che lo Sposo di Maria Vergine è «il padre glorioso del nostro Sal­vatore, il primo adoratore dopo Maria, lo Sposo della Regina del mondo… Non è solo il Patriarca, ma il corifeo di tutti i Patriar­chi… perché nella sua confessione sono rac­chiuse le dignità dei vescovi, la generosità dei martiri e di tutti gli altri santi».

E proprio per tutte queste meraviglie di grazia è stato anche affermato, giustamen­te, che san Giuseppe va collocato proprio “al di sopra degli angeli e dei santi”; co­sì come è anche dottrina quasi comune che egli sia stato purificato dalla colpa origi­nale nel grembo della madre e che sia stato assunto anche in Cielo con il corpo, per con­ tinuare a formare la “trinità terrestre” con Gesù e con Maria nel Regno dei cieli.

 

Cuore di Maria – La “Sposa”

E, del resto, non si può che ammette­re ad occhi chiusi la verità della sponsalità verginale, regale e divina di Maria Santissima che, con il suo Cuore Immacolato, operava di continuo a sopraelevare anche la spon­salità verginale e il cuore di san Giuseppe sull’altipiano dell’ordine dell’Unione ipostati­ca, a cui Maria Santissima apparteneva in grazia della Maternità divina.

Di fatto, il mistero della sponsalità ver­ginale, regale e divina di Maria Santissima, proprio per questa sua appartenenza all’or­dine dell’Unione ipostatica, è pura sponsalità verginale trascendente, legata e immersa nell’infinito mistero dell’amore intratrini­tario di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo.

Maria Santissima di fatto viene chiama­ ta semplicemente e giustamente Sposa di Dio, ossia Sposa di Dio Padre poiché Gesù, il Verbo Incarnato, era lo stesso loro uni­co Figlio: ambedue, infatti, lo chiamavano «Figlio mio» (Mt 17,5; cf Lc 2,48).

Nello stesso tempo, Maria Santissima viene chiamata Sposa del Verbo Incarnato, quale “nuova Eva”, Sposa del “nuovo Adamo”, rispetto alla prima Eva peccatrice, sposa del primo Adamo peccatore, per la triste vicen­da della loro caduta nella colpa d’origine, a causa dell’inganno e della seduzione da parte del serpente tentatore.

Infine, Maria Santissima viene anche chiamata, ugualmente e rettamente, Spo­sa dello Spirito Santo, poiché è proprio per l’azione divina dello Spirito Santo che la Vergine Santissima è stata resa divinamen­te e verginalmente feconda del figlio Gesù, il Verbo Incarnato.

Qui siamo entrati nel cuore del mistero sublime dell’Amore di Dio Uno e Trino che investiva le persone di Maria Santissima e di san Giuseppe trasfigurandole per l’e­ternità in Sposo e Sposa “semprevergini”, ad opera del sommo e infinito Amore divino del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

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