14 febbraio Cuore di Maria “Corredentrice” 3

cuore-immacolato-di-maria-1Nella vita di san Paolo della Croce, fon­datore dei Passionisti, leggiamo che «una mattina, mentre, tutto raccolto, col capo chino, sta facendo il suo ringraziamento alla Santa Messa e Comunione, si sente chiamare soavemente per nome. Egli alza lo sguardo in direzione della voce e vede la Regina del Cielo afflittissima, con una spada tagliente conficcata nel petto e due rivi di lacrime che le scorrono dagli occhi. San Paolo della Croce si prostra immedia­ tamente in atto di venerazione umilissima dinanzi all’Addolorata sua Signora, che intanto gli parla di tutti i suoi acerbissi­mi dolori di Madre Corredentrice, e glieli descrive con parole così struggenti che il Santo si sente trafiggere il cuore dalla più dolorosa compassione. Infine la Vergine gli dice: “Io sono troppo amareggiata da quelli che osano chiamarsi miei devoti a parole e con i loro peccati fanno orribile strazio del mio divin Figlio. Essi rinnovano i miei dolori nel modo stesso con cui crocifiggono Gesù nel loro cuore perverso. Tu intanto seguita a promuovere con grande fervo­re la devozione alla Passione del mio Gesù e ai miei dolori”. La Madonna quindi scompare, lasciando il Santo sopraffatto da sentimen­ti di tristezza e di amore».

L’esperienza di dolore e di strazio della divina Madre Corredentrice sul monte Cal­vario, ai piedi di Gesù Crocifisso, ha segna­to la misura massima possibile del soffrire per una persona umana elevata al di sopra di tutti i cori degli angeli e dei santi, unitis­sima indissolubilmente a Gesù Dio ­uomo nel compimento dell’intera missione salvi­fica dell’umanità, ossia di tutta la discen­denza del primo Adamo e della prima Eva, progenitori ambedue prevaricatori con la caduta nel peccato commesso contro Dio nel giardino del Paradiso terrestre.

Ciò che si presenta tristemente evi­dente, nell’insieme del Mistero pasquale, è l’unione strettissima nella stessa soffe­renza incommensurabile sul Calvario, fra Gesù, il Redentore universale, e Maria, la Corredentrice universale. Il divin Figlio e sua Madre si presentano così uniti nell’im­menso dolore della Redenzione che aveva davvero ragione san Luigi Maria Grignion da Montfort di scrivere che Gesù «volle pre­sente la sua Madre Santissima alla sua morte per offrire con Lei un unico sacrificio, per essere offerto al Padre con il suo consenso».

Gesù cerca il volto della Mamma…

Certo, il solo pensare alle sofferenze di Gesù Crocifisso sul monte Calvario è real­mente terrificante:Gesù inchiodato sulla Croce fra due ladroni; nell’abbandono da parte del Padre celeste; tra spasimi atroci, tra bestemmie, insulti e derisioni…; aveva un solo punto di riferimento: la presenza della sua Mamma, il volto della Mamma a Lui vicina!

Anche la Mamma, però, aveva il suo Cuore trapassato dalla spada profetizzata dal santo vecchio Simeone (cf Lc 2,35) e si trovava perciò nello stesso martirio del Figlio Crocifisso, implorando Ella un aiuto per il Figlio, mentre aveva gli occhi supplici elevati al Cielo tra le lacrime più cocenti!

Certo, Gesù nell’orto del Getsemani, già aveva chiesto ai suoi Discepoli la loro solidarietà nell’ora tremenda del dolore, ma purtroppo ha avuto soltanto la risposta del­ la loro… fuga dall’orto degli ulivi (cf Mt 26,38ss). Ha chiesto quindi l’aiuto alla Mamma, sul Calvario, e l’ha avuto dalla sua materna presenza e dolorosa vicinanza ai piedi della Croce.

Noi non possiamo mai separare dal Cal­ vario Gesù e la sua divina Mamma. Ogni fecondità di grazia, infatti, discende dal Calvario per noi poveri figli di Adamo ed Eva; ogni nostra azione e opera santa non può non essere legata a quella sorgente di tutte le grazie e benedizioni, che è il mon­te Calvario, chiamato il “monte degli amanti divini”, vale a dire il monte di Gesù Reden­tore e di Maria Corredentrice.

Nelle vite dei santi e delle sante, del resto, sappiamo bene come spesse volte le vicende più importanti della loro vita si svolgono, anche chiaramente, all’insegna della grazia divina che scaturisce dal Cal­vario, dai Cuori trafitti di Gesù inchiodato alla Croce e di Maria trapassata nell’anima dalla spada, ai piedi della Croce, beven­do Ella, coraggiosamente, fino in fondo, il calice amarissimo della Passione.

La Madonna ci ha generati sul Calvario…

Nella vita del beato Antonio Rosmi­ni, ad esempio, leggiamo che, dietro ispi­razione divina, egli «stava cercando un luogo per dare inizio al suo Istituto della Carità. Per questo, egli si rivolse al Cuore della Madonna affinché lo illuminasse ed Ella gli indicò il “Sacro Monte Calvario di Domodossola”: un piccolo Santuario quasi abbandonato. Ecco dove noi dobbiamo tro­vare la Madonna: sul Calvario!

Il beato Rosmini volle che i suoi voti religiosi e quelli dei confratelli fossero pronunciati al Calvario, sotto lo sguar­do dell’Addolorata… Egli soleva ripetere: “Maria ci ha generati in Cristo sul Cal­vario. È ai piedi della Croce del Redentore spirante che ebbe principio il nostro diritto di dire a Maria ‘Mamma’, secondo le paro­le che disse Gesù stesso: ‘Ecco tua madre’.

Il beato Fondatore volle, perciò, che le prime case e chiese dell’Istituto fossero dedicate a Gesù Crocifisso e a Maria Ad­dolorata. Prescrisse che ogni cella dei suoi religiosi fosse ornata con una devota imma­gine dell’Addolorata».

È ben facile a tutti noi ricordare la dolorosa verità che la pietà cristiana riferi­sce anche a Maria Santissima ai piedi della Croce il celebre versetto delle Lamentazioni che dice: «Voi tutti che passate per la via, con­siderate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore» (Lam 1,12).

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