15 febbraio Cuore di Maria “Corredentrice” 4

 

cuore-immacolato-di-maria-1È vero che l’Apostolo san Paolo pote­va dire e scrivere le significative parole del più grande valore mistico: «Porto le stigma­te di Gesù nel mio corpo» (Gal 6,17). Ma chi mai poté avere e vivere al vertice di ogni altezza e perfezione la realtà più concreta e sofferta della concrocifissione con Gesù Cri­sto come Maria Santissima, sua Madre? È ben certo che la prima e più perfetta stigmatizzata dell’intera storia del Cristia­nesimo è stata e sarà per sempre Lei, che era fisicamente presente a Gerusalemme in quei giorni, vivendo tutto il martirio del suo Cuore con l’intera sequenza della do­lorosissima Passione e Morte di Gesù:

  • *  straziata fibra a fibra da ogni colpo della flagellazione di Gesù;
  • *  penetrata dalle pungentissime spine che laceravano il capo di Gesù;
  • *  scossa dalle voci che gridavano: «Non costui, ma Barabba!» (Gv 18,40);
  • *  colpita nell’intimo dai colpi di martel­lo che inchiodavano Gesù;
  • *  misticamente concrocifissa con il fi­glio Gesù sulla Croce;
  • *  segnata dalle sanguinose stimmate in­visibili nel suo materno Cuore;
  • *  amareggiata dagli insulti dei sacerdo­ti: «Ha salvato altri!…» (Lc 23,35);
  • *  ha visto i soldati dividersi le vesti e sor­teggiare la tunica di Gesù;
  • *  ha udito Gesù gridare: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Mt 27,46). 

Fra le braccia della Madre…

Ha ben scritto il beato John Henry Newman una sua breve ma acuta rifles­sione, affermando che Maria Santissima, la Madre di Dio e la Corredentrice degli uomini, «durante trent’anni fu beata della presenza di suo Figlio. Lo ebbe sotto la sua tutela… Egli però non era venuto sulla ter­ra per essere soltanto il figlio di Maria, ma per essere il Salvatore degli uomini. Perciò, dovette separarsi da Lei… Gesù era vissuto fra le sue braccia tenero bambino… Ma poi Ella seppe del suo arresto, del suo processo, della sua condanna a morte. Allora lo rag­giunse nuovamente e fu vicino a Lui. Ma dove?… Sulla Croce. E lo tenne di nuovo sulle sue braccia. Ma Egli era morto!».

San Pio da Pietrelcina affermava una tremenda verità quando diceva che nella sofferenza della Passione e Morte di Gesù, «la Madonna, come Gesù, ha sofferto tutte le pene dell’inferno sul Calvario». Questa affer­mazione di san Pio da Pietrelcina è dav­vero terribile. Ma essa corrisponde alle parole di san Paolo, il quale afferma que­sta incredibile verità che tuttavia è veris­sima, dicendo di Gesù: «Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore» (2Cor 5,21). E perché Dio trattò da “peccato” Gesù?… Perché, come ha affer­mato san Pietro, «Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce» (1Pt 2,24), sperimentando, in tal modo, la stessa con­dizione dei condannati all’inferno che Lui voleva e stava salvando dalla condanna con la sua immolazione redentrice.

Identica è stata la condizione della di­vina Madre in unione indivisibile con il Figlio Redentore, quale nostra Madre Cor­redentrice. Anche Ella, di fatto, ha porta­to su di sé i nostri peccati ai piedi della Croce di Gesù, sul Calvario, immolandosi con il divin Figlio per noi. Per miracolo di Dio, infatti, Ella, con il dono della scien­za infusa da Dio, vide tutti i nostri peccati da corredimere, uno per uno, e lo schianto della vista orrenda e della sofferenza sen­za misura le fece in qualche modo speri­mentare, come afferma appunto san Pio da Pietrelcina, «tutte le pene dell’inferno». Pove­ro Cuore materno!…

Parlare delle mistiche notti oscure, prove della fede, assalti demoniaci, tene­bre spaventose, angosce laceranti e spinte anche alla disperazione… sono tutte ben piccole cose rispetto alle orrende e in­commensurabili «pene dell’inferno» patite da Gesù e da Maria sul Calvario con la lo­ro coimmolazione per i miliardi di miliardi di peccati dell’intera umanità, dal peccato originale di Adamo ed Eva, fino ai peccati dell’ultimo uomo che vivrà sulla terra alla parusia: in tal modo, Essi, il Figlio divino e la Madre, hanno operato dolorosissima­mente la nostra Redenzione universale.

Padre Pio si accascia sulla sedia…

Se pensiamo alle sofferenze spaventose di Gesù e di Maria per i nostri peccati, non possiamo che inorridire della nostra facili­tà, invece, a peccare offendendo Gesù e la Madonna come se niente fosse, senza molti scrupoli.

A padre Pio da Pietrelcina, un giorno, si presentò un penitente per la confessione e si accusò di avere bestemmiato. Padre Pio, fattosi triste, gli chiese: «Chi hai bestemmiato?». L’uomo rispose: «Gesù e la Madonna». Appena padre Pio sentì che erano stati bestemmiati Gesù e la Madon­na sembrò essere stato colpito da una pugnalata al cuore, accasciandosi sulla sedia e dicendo con grande affanno: «Pro­prio Gesù e la Madonna?»… Poi, dopo un po’ di tempo, triste, chiese all’uomo quante volte avesse bestemmiato, ma l’uomo non sapeva che cosa rispondere, meraviglian­dosi della richiesta di padre Pio, e allora padre Pio, ancora più affranto, gli disse: «Ma come, una cosa così atroce la fai con tanta leggerezza da non renderti conto?…», e lo mandò via senza l’assoluzione.

Ancora più grande era la sofferenza di padre Pio quando ebbe la cosiddetta “notte oscura” dello spirito, da lui paragonata alle pene dell’inferno o del Purgatorio. Così scriveva al suo Padre spirituale: «Allorché io sono in questa “notte”, non saprei dirvi se mi trovo nell’inferno o nel Purgatorio…

Sono tante e sì acute le pene che qui si sen­tono, che non saprei farvi differenza alcuna di quanto potrei soffrire se fossi nello stesso inferno, anzi, mi sia lecito il dirlo, qui in questo stato devessi soffrire ancora di più, in ragione in cui si è amato il Creatore».

Certamente san Pio da Pietrelcina piangeva spesso sui peccati contro Dio, con­tro Gesù, contro la Madonna… e ci si ac­corgeva facilmente di ciò guardando i suoi occhi molto spesso umidi di lacrime e molto arrossati…

 

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