19 febbraio Cuore di Maria “Mortificazione universale”

cuore-immacolato-di-maria-1San Luigi M. Grignion da Montfort scrive che la mortificazione nell’intera vita della Madonna Santissima è stata una «mor­tificazione universale». Il Santo scrive proprio così nel suo splendido Trattato della vera devo­zione a Maria.

Davvero fanno un po’ paura queste due parole messe insieme: mortificazione uni­versale. A noi, così poco generosi e ancor meno vogliosi di sacrifici, è chiaro che sentir parlare di mortificazione universale fa subito paura e magari sappiamo anche pas­sare subito a difendere il nostro deciso dis­senso, ricorrendo a molte cose sentite dire contro le grandi penitenze e mortificazioni che si facevano un tempo, che sono da rite­nersi sicuramente eccessive e fuori posto o senza misura, e che oggi, in ogni caso, non possono più accettarsi da chicchessia, senza passare per squilibrati e senza testa.

Sia pace, tuttavia, per chi pensa e vuo­le continuare a pensare così. A noi interes­sa la Madonna con il suo Cuore materno, a noi interessano i santi, in tutto legati al Cuore della divina Mamma, e non possia­mo perdere tempo a sentire e seguire chi vuole evitare i sacrifici dei santi di tutti i tempi e di tutti i luoghi.

Se la Madonna, con la sua innocenza immacolata e piena di grazia, è il modello più sublime di ogni virtù cristiana, significa che la sua mortificazione universale segna la perfezione più alta della virtù della mor­tificazione per chicchessia.

D’altra parte, non ci dovrebbe volere molto per capire che soltanto la mortifica­zione universale poteva essere la mortifica­zione su misura esatta della Madonna, che è la Madre universale.

 

La parola “mortificazione”, infatti, che co­sa significa? Significa rinnegare e far morire in noi tutto ciò che ci impedisce di operare il bene e ancor più ci impedisce di operare con sacrificio per l’espiazione delle nostre colpe o delle colpe degli altri (peccatori e infedeli). La mortificazione, cioè, serve sia per produrre maggior bene spirituale, gra­zie al sacrificio che si offre, sia per ripara­re i danni delle nostre colpe e delle colpe degli altri, specialmente dei peccatori più bisognosi di salvezza.

Orbene, basta riflettere poco per capi­re che la Madonna, in quanto già “Imma­colata piena di grazia”, non poteva espiare nessuna colpa propria, ma in quanto Madre dell’umanità, accesa dalla carità più arden­te, si deve senz’altro dire che tutto il suo Cuore materno non può non voler portare a salvezza i suoi figli, specialmente quelli che si trovano in pericolo di perdizione eterna.

Per questo, dunque, la sua virtù del­la mortificazione non può non essere una mortificazione universale, come dice appunto san Luigi M. Grignion da Montfort, per­ché deve estendersi all’intera umanità bi­sognosa di aiuto per salvarsi soprattutto dai peccati gravi, che costituiscono il peri­colo mortale della perdizione.

La problematica della mortificazione ri­guarda direttamente noi, in effetti, poiché è proprio vero che noi impulsivamente e stoltamente amiamo sfuggire o reagire ad ogni genere di mortificazioni, sia esterne che interne, sia fisiche che morali, anche quelle contro le nostre brutte passioni e contro le tendenze cattive, contro le voglie e gli istinti carnali che vogliono imporsi e dominarci per rovinarci.

I tre Pastorelli di Fatima…

Sulle mortificazioni da fare, la Ma­donna a Fatima volle istruire a puntino i tre Pastorelli, Lucia, Francesco e Giacinta, spiegando maternamente a loro di morti­ ficarsi:

­ anzitutto compiendo sempre bene tut­ ti i loro doveri quotidiani;

 

­ poi accettando ogni loro disturbo o malessere che Dio permette;

­ infine, ricercando piccoli rinnegamen­ti e sacrifici volontari da offrire soprattutto per i peccatori.

I tre Pastorelli furono realmente splen­didi nel mettere in pratica l’insegnamento della Madonna, animandosi vicendevolmen­te a ricercare ogni mortificazione, diventan­do veri modelli di mortificazione.

Non potremmo e non dovremmo anche noi imitare gli esempi dei tre Pastorelli? Perché tanta resistenza da parte nostra? Eppure, ne abbiamo di miserie e di colpe da espiare, già solo per noi stessi!

È certo che, con le generose mortifica­zioni, tante nostre passioni o tendenze cat­tive potremmo correggerle e convogliarle tutte verso il bene da compiere o verso le virtù da acquistare e mettere in pratica, co­me hanno fatto tutti i santi, alla scuola del Cuore materno di Maria.

Nel suo bel libro Maria nelle sue virtù, il Villar descrive con rapidità alcuni esempi di santi impegnati nel mortificarsi:

 

«Vedi i santi quanto si fecero gran­di con le loro passioni!…

Un Ignazio di Loyola, che ordina la sua passione di vanagloria e la con­verte nella passione per la gloria di Dio…

Un Saverio, con la sua passione di ambizione che, rivolta alle cose divi­ne, fa di lui l’ambizioso che sogna di portare il mondo intero ai piedi di Cristo…

Una piccola Teresa, la santa che volge al bene la passione più diffici­le, quella dell’amore, ed effettivamen­te s’innamora di Dio in tal modo che rapidamente sale agli altari…

Esamina le tue passioni, dunque, la tua passione dominante e indirizzala; non lasciarla trasbordare fuori della Legge di Dio, e non dubitare che sa­rai un’anima santa. L’impresa è diffi­cile e costosa; però, dà uno sguardo alla Vergine e prosegui avanti! Lei ti insegnerà, ti incoraggerà, ti darà le forze necessarie».

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