23 febbraio Cuore di Maria La “laboriosità”

cuore-immacolato-di-maria-1Sembra certo che Adamo ed Eva, anche se non avessero peccato nel Paradiso ter­restre, evitando il colloquio con il serpente infernale o respingendo il suo inganno e la sua seduzione, avrebbero ugualmente lavo­rato la terra del giardino dell’Eden. Avreb­bero, però, lavorato gioiosamente e senza fatica, ovviamente, ma avrebbero comunque lavorato, evitando ogni indolenza o accidia.

Lavorare per la Vita eterna…

La legge del lavoro, dunque, è una leg­ge connaturale all’uomo, con la grave diffe­renza, però, che in conseguenza del terribile peccato dei nostri Progenitori – Adamo ed Eva – all’uomo peccatore il lavoro è diven­tato gravoso e pesante, per la colpa origina­ che le ha inoculato il veleno del peccato in ogni realtà umana e terrena, per cui, anche in ogni lavoro, diventa necessario, all’uo­mo, l’aiuto e il sostegno della grazia divi­na, secondo le divine parole di Gesù stesso che disse: «Senza di me non potete far nulla» (Gv 15,5).

Come tutti sappiamo bene, infatti, sen­za l’aiuto del Signore l’uomo non può fare nulla di valido per la vita spirituale e per la propria salvezza; se lavora senza l’aiuto divino, nel suo lavoro diventa pigro e indo­lente, amante solo della vita comoda e vizio­sa, oppure diventa ingordo del guadagno e del successo nel possedere molti beni terreni che gli fanno percorrere la strada larga e in discesa, quella che porta alla perdizione eterna nell’inferno (cf Mt 7,13).

La Santissima Madre di Dio, Maria, invece, in quanto Immacolata e piena di grazia fin dal primo istante della sua con­cezione, doveva essere esente, giustamen­te, dalla legge gravosa del lavoro; ma in realtà, alla pari di Gesù, suo figlio divino, Ella non chiese affatto di essere esentata dal peso del lavoro e l’intera sua vita, di fatto, è stata occupata nel quotidiano e faticoso lavoro, impegnando tutto il suo Cuore Immacolato di Madre per sacrifi­carsi nel portare a compimento la grande Missione redentiva del Figlio Redentore uni­versale, che l’ha voluta tutta unita a sé quale Madre Corredentrice universale.

Sappiamo infatti che Maria di Nazareth ha impegnato tutta se stessa, giorno dopo giorno, nel lavoro domestico, quale mam­ma impegnata a pulire, spazzare, lavare, filare, cucinare, andare ad attingere l’acqua alla fontana per preparare ogni cosa fati­cando, stancandosi, sudando, senza rispar­mio di generosità e di forze. Ella è stata il sostegno sia di Gesù che di san Giuseppe, suo sposo, umile e laborioso falegname.

Si tenga presente, del resto, che la Sa­cra Famiglia apparteneva alla categoria più povera degli israeliti, ossia alla categoria cosiddetta degli “anawim”, che erano con­ siderati i più veri “poveri di Jahvè”, segnati al vivo dal sacrificio costante del lavoro e dalla povertà più sofferta, ma sempre ani­mati dalla più grande fiducia in Dio, legati alla preghiera confidente del ricorso quoti­ diano a Lui.

Con tutto il suo Cuore materno, Maria Santissima fu sempre esempio di lavo­ro per Gesù quando era bambino, quan­do era ragazzo e giovane. Ella fu esempio ammirabile di generosità e di diligenza nel compimento di ogni dovere, esempio di obbedienza e di mortificazione, esempio di offerta continua a Dio e di perseveran­za fra i travagli della povertà. Al di sopra di tutto, però, il lavoro della Madonna fu esempio sublime di amore soprannaturale, amore divino senza nessun limite e nessu­na riserva.

La principale differenza fra il lavoro di Maria Santissima e il nostro lavoro, infat­ti, sta tutta nella disposizione del nostro cuore che non si impegna a compiere ogni lavoro come offerta di sacrificio e di amore continuo, mentre il Cuore della Madonna era totalmente impegnato a offrire sempre ogni lavoro a Dio. Quando il nostro cuo­re non offre nulla a Dio, vuol dire che il nostro lavoro è svolto pressoché sempre per interesse e guadagno materiale, oppu­re è svolto controvoglia, in specie quando esso non piace e non corrisponde ai nostri gusti e alle nostre tendenze.

Alla scuola umile e generosa del Cuore della Madre di Dio e Madre nostra, dob­biamo tutti imparare a trasfigurare in amo­re a Dio e al prossimo ogni nostro lavoro quotidiano, affinché diventi mezzo conti­nuo di esercizio delle virtù, di guadagno nei meriti e di profitto importante non tan­to per migliorare la vita materiale e terre­na, quanto per migliorare la vita spirituale in vista della vita eterna.

Gli esempi della laboriosità dei santi e delle sante, del resto, ci insegnano bene come imitare la Madonna e come lavora­re con il Cuore d’amore della Madonna. Basterebbe, qui, ricordare un solo esempio ammirabile, molto vicino a noi: la grande e novella santa Teresa di Calcutta, la San­ta Missionaria della Carità per i più pove­ri fra i poveri! La prima grande casa che ella, in India, riuscì ad avere in carità per i poveri, la dedicò proprio al Cuore Imma­colato di Maria! In questa casa della carità santa Teresa svolgeva da sola – agli inizi – tutti i lavori più umili e faticosi di pulizia, di assistenza, di cura, di sostegno e di con­forto per i poveri più sofferenti e abbando­nati da tutti: Ella era realmente una madre che consumava il cuore di continuo, sen­za risparmio alcuno di fatica, nell’amare e curare i sofferenti più poveri fra i poveri!

 

Grazia del lavoro contro la “disoccupazione”…

Oggi, poi, in questa crisi spaventosa del lavoro che sta riempiendo i popoli di “di­soccupati”, con le conseguenze dolorose e disastrose che ne derivano all’intera società e ad ogni famiglia senza lavoro, dobbia­mo rivolgerci ancora più al benignissimo Cuore della nostra divina Madre affinché faccia superare questa crisi e venga perciò ridonato il lavoro ai tanti “disoccupati”, anziani e giovani, in ansia e in angoscia con le loro famiglie.

Ma è pur certo, però, che se non ritor­nerà la fedele preghiera quotidiana del Santo Rosario nelle nostre famiglie, con la frequenza alla Santa Messa domenica­le e ai sacramenti della Confessione e della Comunione (ogni settimana), sarà davvero vano sperare di riuscire a superare questa crisi mondiale del lavoro che sta affliggendo l’umanità intera.

Ricordiamoci sempre, infatti, che è sol­tanto il costante ricorso a Dio, con la pre­ghiera giornaliera e l’intercessione del Cuore Immacolato della nostra divina Mamma che possono ridonarci la tran­quillità del lavoro per la vera ripresa di una sana e feconda vita cristiana.

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