4 Marzo Lo sposo di Maria

sangiuseppe2L’essere sposo di Maria per circa trent’anni ha portato a san Giuseppe notevoli privilegi, diritti e doveri.

Ha ricevuto da Dio qualità specialissime di anima e di corpo che lo aiutassero a stare degnamente accanto a Maria in perfetta unione e a svolgere un ruolo certamente difficile in mezzo ad un ambiente incomprensivo e anche ostile.

Doveva essere in quel tempo l’uomo più puro nella verginità, più sincero nell’umiltà, più fervoroso nella carità, più illuminato nella contemplazione, ecc… sull’esempio della Sposa e a servizio di Lei.

Ha comandato nelle cose temporali a Maria, nell’esercizio di legittima autorità consacrata da Dio e autorizzata dalla legge umana, per l’interesse della Sacra Famiglia.

Ha difeso Maria dall’incomprensione e dalla malizia degli altri, salvando con la propria continua presenza di sposo il parto verginale di Lei e preservandola dall’infamia e dalla lapidazione.

Ha garantito con la sua posizione che Gesù Cristo è nato da una Vergine, per prodigio divino, come antiche profezie e avvenimenti contemporanei potevano provare.

Ha reso con il suo comportamento più credibili le parole di questa Vergine affermante la propria verginità in un tempo in cui non se ne parlava.

Ha conosciuto Maria meglio di tutti per grazia dello Spirito Santo, per esperienza propria e per confidenze fattegli da Maria stessa. Lo Spirito Santo vedeva in lui colui che faceva le sue veci. L’esperienza propria è stata continua e intima, le confidenze non possono essere mancate, dal momento che non sono mancate nel corso della storia nemmeno ai devoti.

Ha amato Maria meglio di tutti perché la stimava degnissima dell’amore di tutti i cuori: era la legittima sposa assegnatagli dall’arcano disegno di Dio, la vedeva amatissima da Gesù e si sentiva riamato da Lei.

 

Ha servito Maria proprio con l’esercizio dell’autorità di capofamiglia, badando soprattutto ad esaudire i suoi desideri, oltre che i suoi bisogni.

Ha imitato Maria che ben vedeva ricca di tutte le virtù e nel più alto grado, sentendosi a Lei unito con la dedizione della mente e del cuore, cercando di rassomigliarle il più possibile.

Ha ricevuto da Maria, e tramite Maria, altri favori celesti più facili ad immaginarsi che a descriversi perché, «se Dio ha dato alla Vergine in sposo san Giuseppe, glielo ha dato non solo come compagno di vita, testimone della verginità e tutore dell’onestà, ma anche perché partecipasse, attraverso il patto coniugale, alla eccelsa dignità di Lei» (Leone XIII).

Insomma il nostro Santo ha, nel fatto di essere sposo di Maria, il primo titolo della sua grandezza perché fondamento della sua dignità e ragione dei suoi privilegi: un titolo non limitato fino alla morte, ma sempre vivo e operante nell’eternità. È san Giuseppe l’uomo più grande della storia.

Diciamogli allora tutta la nostra più viva gioia nel saperlo tanto eccelso nella stima di Dio e di coloro che seguono Dio; diciamoglielo anche a nome di coloro che lo nominano senza conoscerlo del tutto, pure a nome di quelli che non lo conoscono nemmeno.

Proponiamo di farlo conoscere a chi lo ignora tuttora, a chiarirlo meglio a chi lo intravvede confusamente.

Riconosciamo di non avere tutt’oggi per lui quella devozione che egli merita e che Gesù e Maria per primi desiderano che gli sia tributata da tutto il Popolo cristiano.

Mettiamo in un posto d’onore nella nostra abitazione la sua immagine, leggiamo più spesso i libri che parlano di lui, visitiamo volentieri i Santuari a lui dedicati, diffondiamo il nome Giuseppe da assegnare a persone e a luoghi.

Invochiamolo per le nostre necessità d’ogni genere e comunichiamo agli altri le grazie che da lui otteniamo.

Cerchiamo di conoscere quelli che nella storia sono stati famosi per la devozione a san Giuseppe, in modo da imparare qualcosa di nuovo e di meglio da ripetere poi ad onore del Santo.

Solennizziamo le sue ricorrenze liturgiche, universali e locali, pubbliche e private; aderiamo alle iniziative che sollecitano maggior interessamento di autorità e di popolo per le espressioni di culto da rendere a lui.

Teniamo cari il mercoledì della settimana, dedicato al Santo da una tradizione oramai plurisecolare, e il mese che dal 18 febbraio conduce al 19 marzo attraverso il ricordo di ogni giorno rinnovato con forme varie a sua lode.

Portiamo addosso la sua immagine perché ci faccia compagnia di occupazione in occupazione, ovunque veniamo a trovarci, nei piaceri e nei dispiaceri della vita.

Nel mese di ottobre non dimentichiamo di aggiungere alla recita del Rosario la preghiera «A te, o beato Giuseppe» scritta e raccomandata da Leone XIII, anzi, cerchiamo di dirla anche negli altri mesi.

Proposito: Immancabilmente, nelle preghiere del mattino e della sera, ci sia un’invocazione al Santo, presa dal proprio cuore o dalle Litanie di san Giuseppe, che recano tra le prime questa invocazione: Sposo della Madre di Dio, prega per noi.

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