24 Marzo Il protettore della chiesa

 

images-1La Chiesa ha in Gesù Cristo il suo Fondatore, in Maria la prima cristiana e in san Giuseppe il primo cristiano. Essa era dun- que già nella Sacra Famiglia, come sua culla e modello.

Chi la presiedeva – a Betlemme, in Egitto, a Gerusalemme, a Nazareth – era san Giuseppe. Fu lui il destinatario dei sogni divini e il trasmettitore degli ordini celesti a Gesù e a Maria; lui l’incaricato di imporre il nome al Bambino assegnandogli così la paternità giuridico-davidica; lui il competente a prendere tutte le decisioni della vita di famiglia (recarsi a Betlemme per registrare il proprio nome, accompagnare Sposa e Figlio al Tempio, stabilire l’orario di lavoro e di riposo, ecc…).

Anche se l’ultimo in dignità, come egli ben riconosceva, era però il primo in autorità, e non per presunzione propria, ma per volere di Dio chiaramente manifesto. Era quindi già allora il protettore della Chiesa nascente. Perché non dovrebbe esserlo da quando ha lasciato la terra?

La Chiesa è il Corpo mistico di Cristo da nutrire e custodire, l’Incarnazione continuata: san Giuseppe nutrì e custodì il corpo reale di Cristo, ricevette Gesù entrante nel mondo con la sua Incarnazione.

La Chiesa è soprattutto missionaria, cioè protesa a portare Gesù a tutte le regioni della terra: san Giuseppe fu il primo missionario che portò Gesù fuori patria, il precursore degli Apostoli, l’antesignano di tutti gli evangelizzatori.

La Chiesa è sempre perseguitata nonostante le sue migliori intenzioni: san Giuseppe fu colui che sostenne la prima persecuzione e la vinse.

La Chiesa è composta dei più diversi gruppi e stati di vita: san Giuseppe ha i titoli per essere modello e patrono di fidanzati, sposi, vergini, padri, missionari, religiosi, sacerdoti, lavoratori, ricchi, nobili, poveri, profughi, esuli, viaggiatori, moribondi e altri ancora.

 

La Chiesa è fatta anche di coloro che espiano in Purgatorio: anche su di essi san Giuseppe estende il suo patrocinio, specialmente su quelli che in vita gli furono devoti, tanto più che essi non possono in nessun modo aiutarsi. Non a caso egli è chiamato nelle Litanie “Sollievo dei miseri.”

La Chiesa è formata anche da quelli che godono in Paradiso: anche questi, per quanto non più bisognosi di aiuto, riconoscono le obbligazioni che hanno verso il Santo, il quale ha contribuito validamente a dar loro Gesù e lo considerano certamente patrono d’onore.

La Chiesa ha il ministero di dedicarsi tutta e sempre alla persona e all’opera di Gesù con un servizio umile e disinteressato: san Giuseppe ebbe precisamente questo ministero e lo disimpegnò a perfezione.

«Come la maternità spirituale di Maria verso tutti gli uomini non è che il complemento e il prolungamento della maternità naturale rispetto a Gesù, così la naturale paternità che san Giuseppe esercitò verso Cristo si estende sul Cristo mistico» (P. Boyer). Questi infatti è il Cristo totale: Capo e membra.

 

«Mentre tutti i battezzati si inseriscono nel grande Corpo di Cristo a titolo di complemento, Giuseppe, come Maria e con Maria, vi si inserisce a titolo di principio, di origine e di formazione» (cardinal Leger).

Non si può pensare che il Signore abbia tolto a san Giuseppe l’ufficio che gli diede venti secoli fa per circa trent’anni e che il Santo adempì esemplarmente, anzi si deve ritenere naturale e logico che Dio glielo abbia conservato in Cielo e ancor più ampliato.

Sarebbe errato pensare che oggi il nostro Santo abbia meno poteri sugli altri di quanti ne avesse nel corso della vita terrena, invece è ovvio che ne ha molti di più ora, nella gloria del Cielo.

È inammissibile credere che san Giuseppe non abbia affettuoso interessamento per coloro che sono per fede figli di Maria e fratelli di Gesù, anzi si deve ritenere che, per l’avvenuta Redenzione e le belle conseguenze da essa derivanti, ne ha immensamente più di quanto ne avesse prima di concludere la sua missione in terra.

Ben a ragione, dunque, il papa Pio IX interpretò la tradizione e il sentimento di tutti i cristiani quando l’8 dicembre 1870, riprendendo un voto già emerso nel Concilio di Costanza del 1414, proclamò e costituì san Giuseppe Patrono universale della Chiesa Cattolica, dinanzi ai Padri del Concilio Ecumenico Vaticano I. Era la consacrazione di uno stato di fatto già esistente perché il Santo esercitava tale ufficio anche prima di averne il titolo e il riconoscimento ufficiale dalla Chiesa; ancor di più, era la consacrazione di quanto Dio aveva stabilito da tutta l’eternità.

Il fatto di proclamare patroni di particolari settori della Chiesa altri Santi (per esempio san Francesco Saverio e santa Teresina del Bambin Gesù Patroni delle missioni), non toglie nulla a san Giuseppe che della Chiesa è il Patrono universale, quindi anche di quei settori e di quei Santi.

Giovanni XXIII volle nella Basilica Vaticana il monumentale altare di san Giuseppe, Patrono della Chiesa universale e il 19 marzo 1963 lo benedisse esaltando «questo atto di pietà verso lo sposo castissimo di Maria, il custode di Gesù e… il voto del cuore per un accendersi, anche nel tempio della cristianità, della devozione a san Giuseppe».

 

Proposito: Invochiamo il Santo con le parole delle Litanie: Protettore della Santa Chiesa, prega per noi, perché la difenda ogni momento «dalle ostili insidie e da ogni avversità» (Leone XIII).

Tutti i diritti sono riservati

One thought

  1. Crociata del Rosario per il Papa,per auspicare il trionfo della retta Dottrina ;della misericordia,solo se è davvero unita alla giustizia; dell’accoglienza ai migranti,solo se fuggono davvero dalla fame e dalle persecuzioni e non per le ragioni,purtroppo,che tutti conosciamo bene,a nostre spese,e che non ci fanno onore; perché trionfi ,al mondo la religione Cattolica Cristiana ….e venga difesa dagli attacchi nemici.Perché il Papa parli solo dalla Cattedra di Pietro e non ci confonda con telefonate riferite,con inserimenti veri o falsi sui mass media che contribuiscono a farci perdere la bussola….
    Chiedo a San Giuseppe di aiutarci in questa Crociata del Rosario per il Papa..❤🙏🏻❤

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