31 Marzo San Giuseppe e il nostro tempo

 

UnknownAi nostri giorni ci si domanda sempre più attentamente quale significato abbia l’appari- zione di san Giuseppe a Fatima. Si ricorda che già il 13 settembre 1917 la Madonna ave- va detto ai pastorelli: «In ottobre verrà anche san Giuseppe con il Bambino Gesù, per benedire il mondo». Aveva aggiunto che in quel giorno sarebbe avvenuto un grande miracolo perché tutti credessero.

E difatti il 13 ottobre 1917, mentre la folla ammirava la danza del sole, i Pastorelli vide- ro apparire, accanto al sole, oltre la Vergine, anche san Giuseppe e Gesù Bambino in atto di benedire il mondo.

Un’altra bella realtà è il fervore degli studi sul nostro Santo. Si sono tenuti congressi internazionali ad alto livello per i temi discussi e per la qualità degli esperti.

Nel 1970, in occasione del primo centenario della proclamazione di san Giuseppe a Protettore della Chiesa universale e, per ricercare agli inizi le basi della dottrina e del culto del Santo, si è studiato, a Roma, il tema: San Giuseppe nei primi quindici secoli della Chiesa.

Nel 1976 il congresso è stato tenuto a Toledo (Spagna) su San Giuseppe nel Rinascimento: 1450-1600; nel 1980 a Montréal (Canada) su San Giuseppe nel secolo XVII; un altro è stato celebrato nel 1985 ancora sul secolo XVII, che è l’età d’oro della devozione a san Giuseppe.

Gli studi non si fermano a raccogliere e ordinare il passato, ma si proiettano sull’av- venire nella scoperta di nuove meraviglie. Di san Giuseppe mirano a definire con la dovuta precisione, per esempio:

– se fu concepito senza peccato originale o santificato nel seno della Madre o santificato al momento della circoncisione;

– se ebbe un corpo perfetto che fosse riflesso della sua anima privilegiata e giovasse mirabilmente alle operazioni di essa;

– se ebbe totalmente estinto in sé il fomite del peccato, cioè la concupiscenza, e per tutta la durata della vita;

 

– se ebbe la scienza infusa in quanto necessaria all’adempimento della sua singolare missione;

– se fu informato nei sogni da Dio stesso e non da un angelo-creatura distinto da Dio;

– quali relazioni, e in quale misura, ebbe con il mistero dell’Incarnazione, e quindi non solo con la Madre di Dio e il Figlio di Lei, ma anche con lo Spirito Santo; con la questione della Verginità di Maria e di se stesso nella vita matrimoniale, durata circa tre decenni; con il problema della sua inclusione nell’eterno decreto divino dello stesso Mistero;

– in quale modo e in quali proporzioni fu associato alla Redenzione del genere umano, come sposo di Maria e padre di Gesù, in totale comunità di ideali e di dolori;

– se è già risorto e si trova già in Paradiso, con l’anima e con il corpo;

– se accompagnò Gesù nella sua Ascensione al Cielo e Maria nella sua Assunzione al Cielo;

– se può essere chiamato “mediatore” presso Maria e presso Gesù;

– quale tipo di culto è degno di avere da tutta la Chiesa;

 

– se merita che la devozione a lui sia da ascrivere tra i doveri del cristiano.

Esiste comunque già, anche se non ancora inserita nei manuali, una parte della scien- za teologica che, muovendo dai principi della Rivelazione, studia san Giuseppe come sposo di Maria e padre di Gesù in tutto il contesto di grazie e di privilegi intimamente connesso a queste due missioni: si chiama Giosefologia. È il completamento più naturale e più logico allo studio della Madonna e del Salvatore.

A livello di indagine scientifica si impongono due grandi riviste: una spagnola (Estudios Josefinos) e l’altra canadese (Cahiers de Josephologie). Si contano sei grandi Centri di studi sul Santo dislocati in Spagna (Valladolid), in Canada (Montréal), in Messico, in Polonia e in Italia. Quest’ultima ha a sua volta due Centri: l’uno dei Padri Giuseppini del Murialdo, l’altro degli Oblati di San Giuseppe.

L’Italia ha inoltre sette periodici che a livello non scientifico, ma dignitosamente popolare, promuovono il culto al Santo: Vita giuseppina, La santa crociata, Ite ad Joseph, La voce di San Giuseppe, Joseph, La Madonna dei poveri, Il campanile di San Giuseppe.

 

Le due riviste Vita giuseppina e La voce di San Giuseppe sono dirette dai Padri Giusep- pini del Murialdo che curano, tra l’altro, il Santuario “San Giuseppe” di San Giuseppe Vesuviano (Napoli), in continuo arricchimento artistico e devozionale.

Tutto il movimento giuseppino mira ad ottenere per ora dal Papa che si aggiunga nel Calendario liturgico, nel Breviario e nel Messale la menzione di “Patrono universale della Chiesa” alla festa di san Giuseppe del 19 ma zo e che si introduca il nome di san Giuseppe, oltre che nel Canone romano, anche nelle altre preghiere eucaristiche della Messa, con una formula stabilita dal Papa.

Lo stesso movimento guarda a mète ancora più alte e più degne del Santo, facendo proprie con accresciuto fervore le ispirate parole scritte dal domenicano Isidoro da Isolano (†1522), che già si è rivelato anticipatore di parecchie belle realtà della devozione a san Giuseppe: «Prima del giorno del Giudizio, tutti dovranno conoscere e venerare le grandi meraviglie che Dio operò in san Giuseppe e desiderò restassero occulte per lunghi secoli. […]. Il Signore aprirà le più profonde intelligenze che scopriranno i grandi doni nascosti da Dio in san Giuseppe, e troveranno il miglior tesoro che i Padri del Vecchio Testamento non riuscirono a trovare. Questo avverrà mediante una speciale luce degli angeli».

La devozione a san Giuseppe può dirsi oggi fiorente. Infatti la ricordano e la ravvivano preghiere, canti, novene, tridui, mesi, dedicazioni, altari, chiese, congregazioni religiose maschili e femminili, associazioni, confraternite, sagre, mostre, folclore, usanze civili come la festa del papà del 19 marzo, ecc… Ma san Giuseppe merita di essere conosciuto, amato, onorato e imitato ancora di più.

Proposito: Al coro di tanti aggiungi, buon lettore, la tua voce perché il nostro tempo renda più chiara e più bella l’era di san Giuseppe già cominciata.

A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, dopo quello della tua Santissima Sposa. Deh, per quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all’Immacolata Vergine Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al Fanciullo Gesù, riguarda te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò con il suo Sangue, e con il tuo potere e aiuto soccorri ai nostri bisogni.

Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo; allontana da noi, o Padre amantissimo, la peste di errori e di vizi che ammorba il mondo; assistici propizio dal Cielo in questa lotta contro il potere delle tenebre, o nostro fortissimo Protettore, e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù, così ora difendi la Santa Chiesa di Dio dalle ostili insi-die e da ogni avversità; e copri ciascuno di noi con il tuo continuo patrocinio, affinché con il tuo esempio e con il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l’eterna beatitudine in Cielo. Amen.

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