I miracoli eucaristici in Polonia.

UnknownÈ appena finito il mese di giugno dedicato al Sacro Cuore di Gesù. Nel mese di luglio la nostra meditazione s’incentra sul suo Preziosissimo Sangue. Entrambi i mesi ci riportano alla memoria la santa eucarestia, perciò vogliamo ricordare la storia di due miracoli eucaristici avvenuti in Polonia.

Il primo miracolo eucaristico è accaduto in Sokolka, nel 2008, nella chiesa dedicata a Sant’Antonio da Padova. Siamo nel nord-est della Polonia, ai confini con la Biellorussia. In questa chiesa, il 12 ottobre don Filip Zdrodowski stava celebrando la messa. Un’ostia consacrata cadde sul pavimento. Fu raccolta e deposta nell’acquamanile, il contenitore che raccoglie l’acqua usata per le abluzioni del celebrante. Al termine della messa, una suora che prestava servizio in parrocchia, suor Julia Dubowska depose il contenuto in cassaforte, lasciando che il tempo dissolvesse la sacra particola. Una settimana dopo suor Julia riaprì il forziere e notò che, proprio al centro dell’ostia, c’era una macchia rossa come di sangue raggrumito.

220px-St_Antoni_Church_in_Sokółka-9Fu informato il sacerdote e poi l’arcivescovo Edward Ozorowski che dispose che l’ostia sacra fosse racchiusa in un corporale e deposta nel tabernacolo. Qualche mese dopo un campione fu inviato all’università di Bialystok e sottoposto a particolari esami di anatomia patologica. Al termine gli esperti dichiararono che si trattava di un tessuto miocardico, cioè una parte del cuore. Il tessuto non era necrotico, ciò vuol dire vivente al momento dell’esame. I medici hanno pure rilevato che i tessuti della particola sono interconnessi con il tessuto umano, al punto che ad un certo punto, inspiegabilmente, la particola diventa una parte del muscolo cardiaco.

Il secondo miracolo eucaristico è avvenuto a Legnica (pr. Legnizza, g gutturale), questa volta nel sud ovest della Polonia, in una ex chiesa protestante. Questo nuovo segno straordinario si è verificato il 25 dicembre 2013, nella chiesa di San Giacomo. Il sacerdote aveva un difetto alle dita e un’ostia gli cadde dalle mani durante l’amministrazione del sacramento eucaristico. La sacra particola fu presa e messa con il dovuto rispetto in acqua per attendere che si dissolvesse, ma dopo alcuni giorni l’ostia era ancora lì. Il 5 gennaio, 11 giorni dopo, l’ostia, in parte, era diventata rosso sangue.

220px-Legnica_-_kościół_św._Jacka_w_nocyIl vescovo, Stefan Cichy, dispose una commissione d’indagine e, senza specificare l’origine del materiale da analizzare, inviò un campione al dipartimento di medicina legale di Breslavia e presso il dipartimento della “Pomeranian Medical University” di Stettino. Si tratta di un polo di ricerca scientifica molto avanzato, conosciuto in Polonia perché altamente specializzato nell’eseguire esami istopatologici su ossa umane per l’identificazione delle vittime della seconda guerra mondiale. L’indagine rilevò che si trattava di un tessuto umano del muscolo cardiaco, con alterazioni particolari: le alterazioni che appaiono durante l’agonia. Dunque, ancora una volta, siamo alla presenza di un cuore vivo che soffre.

Allora la domanda che dobbiamo porci è: perché soffre? La risposta è molto semplice: per i miei e per i tuoi peccati.

Questa considerazione, fondata sull’analisi di fatti concreti, offre nuovi spunti di riflessione per far comprendere che la comunione non può essere amministrata a quanti vivono in peccato, ovvero a quanti che, con il loro peccato, sono proprio la causa, l’origine di quella sofferenza. A chiunque abbia un po’ di buon senso sembrerebbe assurdo desiderare di essere in comunione con qualcuno, senza eliminare la causa che rompe quella comunione. Per essere credibile e perché il desiderio di ricevere la comunione non sia solo dettato dalla emotività, ma dalla consapevolezza e, quindi, dal conseguente impegno di rimuovere quanto impedisce l’unità con l’Amato sofferente per i miei peccati, devo rimuovere la causa che provoca sofferenza alla persona che voglio amare e con cui chiedo di essere in comunione.

Ergo, una persona che vive un’unione non regolare, o un divorziato o un separato risposato civilmente non può e non deve ricevere la comunione finché non regolarizza la sua posizione rinunciando alla causa che impedisce la piena comunione con il Cristo agonizzante per i nostri peccati.

Il dato che questo secondo miracolo si sia svolto in una ex chiesa protestante ha anche il suo profondo significato: condanna chiaramente la concezione protestante secondo la quale l’eucarestia sarebbe solo un simbolo e non ci sarebbe, in essa, la presenza reale di nostro Signore Gesù Cristo.

 

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