I caratteri marcatamente kolbiani della consacrazione a Maria

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San Massimiliano Kolbe è stato uno dei più grandi maestri e profeti della consacrazione a Maria. Pur facendo suoi i principi fondamentali della teologia montfortana, ha proposto una formulazione con dei tratti originali. Consideriamoli.

San Massimiliano Maria Kolbe († 1941) è senza dubbio uno dei più grandi profeti mariani dei nostri tempi. Questo autentico mistico – oltre che religioso francescano -, pur facendo propria la teologia montfortana della consacrazione, ha proposto delle sfumature e delle personalizzazioni che differenziano la sua formulazione da quella di san Luigi Grignion.

Infatti « pur essendo tributario di Montfort, la cui devozione è dichiarata “tutta nostra”, padre Kolbe se ne distingue per due sottolineature: il mistero dell’Immacolata che definisce l’essere di Maria e la dimensione apostolica mirante a “guadagnare tutto il mondo all’immacolata” (1) » (2).

Ecco, in una estrema sintesi, le principali differenze tra il sistema del Montfort e quello del padre Kolbe (3):

  • L’uso del termine « res et proprietas » in sostituzione del termine « schiavo » usato da San Luigi, ritenuto da San Massimiliano inadeguato ad esprimere una completa donazione;
  • il costante e preponderante riferimento al dogma dell’Immacolata Concezione, in continuità con la tradizione francescana;
  • una finalità apostolica universale: con san Massimiliano la Consacrazione assume una dinamica spiccatamente apostolico-missionaria con sfumare militaresche;
  • mentre San Luigi rapporta e collega la Consacrazione alle promesse battesimali, San Massimiliano preferisce rapportarla e collegarla con la professione religiosa che costituisce uno sviluppo e una radicalizzazione delle promesse battesimali;
  • una diversa terminologia: san Massimiliano preferisce parlare di « consacrazione illimitata all’Immacolata » mentre san Luigi di « perfetta consacrazione alla Beata Vergine Maria ».

Ciò che questo grande apostolo di Maria Immacolata ha vissuto ed insegnato è stato un itinerario di Consacrazione a Lei in cui passava dall’esercizio costante e continuo – che lo dominava totalmente – di « lasciarsi condurre dall’Immacolata » (4), alla immedesimazione con Lei, unificazione che lui esprimeva con la parola ardita di « transustanziazione » (5). Mediante un annientamento mistico di sé – esito finale di uno esercizio costante a « non ostacolare l’Immacolata » (6) – mirava a scomparire  per « diventare Lei » (7), « essere Lei stessa » (8). Qualcosa di sublime e straordinario, eppure raggiungibile per la potenza della grazia che prende l’iniziativa e della volontà umana che, docilmente, si sottomette alle ispirazioni e alle direzioni materne della Vergine Santa.

Uno dei passi di san Massimiliano che illuminano il suo pensiero è il seguente: « Avvicinarsi a Lei, renderci simili a Lei, permettere che Ella prenda possesso del nostro cuore e di tutto il nostro essere, che Ella viva e operi in noi e per mezzo nostro, che Ella stessa ami Dio con il nostro cuore, che noi apparteniamo a Lei senza alcuna restrizione: ecco il nostro ideale » (9).

San Massimiliano era convinto che l’obiettivo dell’unione con Maria e in Lei con Cristo e in Cristo con la Trinità si ottenesse « più con le ginocchia che con il cervello » (10) e che « colui che ama conoscerà più di un filosofo e di un teologo » (11). Per cui fin dall’inizio della fondazione della Milizia dell’Immacolata, movimento di apostolato mariano mondiale da lui ideato e sviluppato, si pose in una condizione di « totale offerta di sé stesso alla B.V.M. Immacolata, mettendosi come istrumento nelle immaculate sue mani » (12), obiettivo da lui mai abbandonato e sempre perseguito con passione ardente ed eroica.

Per quanto riguarda l’atteggiamento spirituale che, secondo il p. Kolbe, deve contraddistinguere il consacrato all’Immacolata, « l’ascetica, fondata sull’illimitatezza del dono di sé, praticata in maniera vigorosa e costante, è il presupposto dell’identificazione con l’Immacolata. Certo, san Massimiliano non ignora gli ostacoli posti dalla stessa debolezza umana, ma anche imperfezioni, debolezze e peccati devono essere donati a Lei in proprietà, insieme, però, alla volontà di un impegno costante di evitare in futuro anche le più piccole mancanze per non offendere la propria Madre e Regina » (13).

« Il carattere dell’illimitatezza, secondo il santo, è il “proprium”, ossia l’elemento specifico della consacrazione all’Immacolata, in quanto, senza la totalità della donazione di sé vengono a mancare le basi della vera consacrazione » (14).

San Massimiliano, eccellente esemplificatore, aveva illustrato questa idea-madre di illimitata appartenenza e donazione indicando « cinque totalità » che, sommate e vissute insieme, permettono al consacrato di vivere autenticamente la sua donazione a Maria. Servendosi di uno schema essenziale, san Massimiliano presentava la Consacrazione come

  • « il dono totale di sé all’Immacolata, attraverso la consacrazione illimitata » (totalità di donazione);
  • « per la conquista di tutto il mondo a Lei, convertendo e santificando tutte le anime, ogni Nazione, tutto il mondo » (totalità di spazio);
  • « al più presto » (totalità di tempo);
  • « con il massimo impegno » (totalità di servizio);
  • « con l’impiego di ogni mezzo lecito » (totalità di mezzi) (15).

La teologia e la spiritualità kolbiane della Consacrazione a Maria, dunque, godono di un impianto di fondo solido e vigoroso e, allo stesso tempo, diventano la radice di un programma missionario di apostolato per la conversione e la santificazione di tutte le anime da portare a Dio per mezzo di Maria. La base dottrinale che San Massimiliano pone a fondamento gli permette di intendere e presentare questa pratica di devozione come il « perno » su cui far leva sia per la formazione dell’anima che vuole, per mezzo di Maria, santificarsi perfettamente sia per l’efficacia apostolica, raggiungendo ogni anima con la grazia che salva e riforma.

È sempre, in ogni caso, per Maria che passa la grazia della rigenerazione e ogni altro dono celeste. Darsi totalmente a Lei, in quest’ottica, pone nella condizione di raccogliere a piene mani i benefici spirituali indispensabili per vivere in perfezione la dignità di figli di Dio, destinati a diventare  « immagini » e « somiglianze » di Cristo Signore: « Ascetica e mistica mariana di san Massimiliano M. Kolbe, con la consacrazione all’Immacolata, seguono, in realtà, la “via regale” del Verbo che, incarnandosi nell’Immacolata, ha realizzato per primo ilTotus tuus ego sum, o Maria”, lasciandosi da Lei fare e generare, in unione sponsale con lo Spirito Santo, come Gesù Cristo-uomo-Dio. Così – insegna san Massimiliano –, avviene anche a chi si consacra illimitatamente all’Immacolata, a chi si dona interamente all’Immacolata, asceticamente e misticamente annientandosi in Lei, scomparendo in Lei per “diventare Lei”, (16) “essere […] Lei stessa” (17), ben sapendo che Lei non può che rigenerarlo in Gesù » (18).

Note

1) San Massimiliano M. Kolbe, Scritti, ENMI, Roma 1997, n. 1331 (Sigla SK).

2) Padre S. De Fiores, Consacrazione, in Maria. Nuovissimo Dizionario, Edb, Bologna 2006, vol. 1, p. 377 [359-413].

3) Suor M. Grazia Palma, FI,  Il Francescanesimo delle origini nel carisma dei Francescani dell’Immacolata: continuità e sviluppo,Tesi di dottorato in Teologia discussa presso la Pontificia Università della Santa Croce, Casa Mariana Editrice, Frigento 2014, p. 475.

4) SK 987.

5) SK 508.

6) SK 89. 91. 104. 118. 124. 235. 237. 240.

7) SK 579.

8) SK 556.

9) SK 1210.

10) SK 906.

11) SK 983.

12) SK 21.

13) Suor M. Grazia Palma, FI,  Il Francescanesimo delle origini nel carisma dei Francescani dell’Immacolata, p. 465.

14) Ivi, p. 463.  Di questo era così convinto san Massimiliano che poteva scrivere: « La consacrazione, essendo illimitata, non può essere circoscritta ad alcuni ambiti della vita o a particolari circostanze, né è pensabile che possa avere scadenze nel tempo: bisogna appartenere a Lei sotto ogni aspetto per tutta la vita, per la morte e per l’eternità. Essere Suoi senza alcuna restrizione, irrevocabilmente, per sempre »: SK 1214.

15) Ivi, p. 483.

16) SK 579.

17) SK 556.

18) Padre S. M. Manelli, FI, Ascetica e mistica nella spiritualità mariana, in Immaculata Mediatrix XII (3/2012) 314 [308-364].

 

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