Persecuzione senza fine

image-20Pubblichiamo un articolo di Silvio della Valle Responsabile della Campagna Osservatorio sulla Cristianofobia.

La persecuzione ai cristiani in Pakistan continua e non sembra aver fine. Una persecuzione vigliacca, codarda, adesso toglie ad una madre un figlio appena quindicenne a causa delle violenze subite dai suoi compagni di scuola.

Sharon Masih, è questo il nome del ragazzo quindicenne, frequentava la scuola superiore pubblica a Burewala, nel Punjab e da tempo era oggetto di bullismo per la sua fede.

Secondo le informazioni raccolte dall’agenzia Fides, l’adolescente cristiano è stato ucciso dai suoi compagni di classe musulmani che lo hanno malmenato fino alla morte il 30 agosto scorso nei locali della stessa scuola.

Il ragazzo era da qualche tempo vittima di molestie e insulti a causa della sua fede cristiana. I suoi compagni avevano cercato di far convertire all’islam Sharon ma lui ha sempre resistito fino all’ultimo episodio di violenza che ha avuto un esito tragico.

Questo ennesimo episodio evidenzia in modo chiaro, se ce ne fosse ancora bisogno, le profonde discriminazioni e le gravi violenze perpetrate ai danni della minoranza religiosa dei cristiani nelle società pakistana.

Alcuni docenti cristiani hanno denunciato come persino i libri di testo usati fin dalle scuole primarie instillino odio e intolleranza negli studenti verso coloro che non sono musulmani.

E questo non fa altro che radicare nella società pakistana atteggiamenti cristianofobici di discriminazione e violenza.

La mancanza di libertà religiosa per i cristiani e l’utilizzo della scuola come veicolo di odio e discriminazione è inaccettabile.

Il futuro dei cristiani in Pakistan e della libertà religiosa è fortemente a rischio!

Per questo ti chiedo di restare sempre vigile e di non tacere casi di discriminazione a causa della fede cristiana. L’attenzione di ciascuno di noi è fondamentale per garantire a noi e alle future generazioni la possibilità di professare la fede in Gesù Cristo liberamente e senza alcuna restrizione.

La morte di Sharon Masih non deve passare sotto silenzio, ma deve smuovere le coscienze di coloro che dovrebbero garantire la sicurezza e la libertà a ogni uomo.

L’Osservatorio sulla Cristianofobia, insieme al tuo aiuto, continuerà a denunciare queste ingiustizie e prepara in questo momento una campagna diretta alle istituzioni europee perché si mobilitino e facciano pressione sul governo pakistano.

Spero di averti sempre accanto a me in questo importante impegno di giustizia e di libertà!

 

 

 

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