Basta Barilla

basta barillaLa Barilla ha ceduto al programma di rieducazione imposto dalla cultura gay.

Non sappiamo se per paura di una calo dei profitti o se per assicurarsi il sostegno di una lobby forte per il futuro, in caso di crisi dei mercati.

Il programma di rieducazione si chiama “Diversity and Inclusion Board”. Secondo le dichiarazioni di uno dei suoi membri il programma avrebbe misurato i sentimenti dei dipendenti della Barilla di tutto il mondo rispetto alle persone con diverso orientamento sessuale.

Agire sui sentimenti vuol dire agire nella parte più profonda di una persona, nell’animo e, attraverso essi, modificare l’atteggiamento dei dipendenti rispetto alle persone con orientamento verso lo stesso sesso; mira a creare una vicinanza sentimentale alla teoria del gender piuttosto che un approccio ragionevole e scientifico.

È molto importante notare da subito che non è in gioco il rispetto o meno per la persona con tendenze verso altre persone dello stesso sesso; non lo è neanche la pubblicità della Barilla sul pacco di spaghetti n. 5 che rappresenta una coppia di donne, amanti, che, a notte inoltrata, condividono un piatto di spaghetti; tutt’al più potrebbe essere una pubblicità di cattivo gusto artistico.

spaghetti_alla_chitarraQui è in gioco molto di più, è in gioco la libertà di pensiero e di espressione; è in gioco la libertà di coscienza. Con questo programma si nega la libertà di una maturazione libera e ragionevole delle proprie convinzioni. La propaganda e la dittatura LGBT occulta il dato scientifico che nega l’amore omosessuale e aggredisce i portatori di quelle verità (Vedi il caso della dottoressa Silvana De Mari https://allchristian.it/2018/11/27/silvana-de-mari-un-medico-vittima-dellideologia/).

Dietro l’iniziativa potrebbe nascondersi una grande insidia. Se i dipendenti non aderissero a quel programma o manifestassero discordanze, come non pensare al rischio di rendere più fragile il rapporto di lavoro? Nell’azienda Barilla, infatti, ci sono anche un certo numero di lavoratori precari. A fronte di una crisi del lavoro sempre più evidente, come pensare di non aderire al programma di rieducazione? Senza considerare a come l’adesione alla proposta rieducativa potrebbe essere funzionale alla possibilità di fare carriera all’interno dell’azienda. In questi casi l’accettazione del programma sarebbe coartato e non libero. Nessun dipendente avrebbe il coraggio di proclamarsi contrario mettendo a rischio il proprio lavoro.
Ci sono, dunque, buoni motivi per combattere la teoria del gender, non soltanto perché così insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica, che, giustamente, considera l’omosessualità come una tendenza disordinata, ma perché essa, con i suoi pseudo programmi di inclusione e di accettazione del diverso, è espressione di un pericoloso segnale: rappresenta il tentativo di ridurre in schiavitù il genere umano, omologandolo dentro un pensiero unico.
Per questo fondamentale motivo sarebbe bello lanciare un boicottaggio: Basta Barilla. Basta acquistare i prodotti con questo marchio. Si tratta di un gesto simbolico che forse non farà un gran danno economico all’azienda, ma almeno noi cristiani avremo l’opportunità di far sentire anche la nostra voce.

N.B. Il marchio della pasta Voiello è stato acquistato dal gruppo Barilla.

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