Vita di san Crispino: vita e virtù

s-l1000Protezione mariana

Si racconta nella vita di San Crispino da Viterbo, che fin dai primi anni di età gli fu instillata dalla Madre, una sincera devozione alla Beatissima Vergine Maria ; anzi un giorno, nel quale correva la festa dell’ Annunciazione, la madre condusse il piccolo fanciullo, che non contava ancora che solo cinque anni di età , alla Chieda di S. Maria della Quercia distante da Viterbo circa un miglio , e genuflessa devotamente innanzi a quella immagine , le offrì , e dedicò il suo Figliuolo, al quale indicando l’effigie della Madre di Dio disse: Vedi là? Quella è la tua Madre; io adesso ti dono a Lei, amala sempre di vero cuore, e onorala come tua Signora. Queste parole s’impressero così profondamente nell’animo del fanciullo che, da quel momento in poi o ragionando della Madre di Dio, o riguardando talvolta alcune immagini, la chiamò sempre per tutto il corso della sua vita col dolce nome di Madre sua, e di sua Signora.

Alle parole aggiunse anche i fatti, alle continue preghiere, che recitava in onore della medesima, incominciò fin dal tempo dell’usò di ragione a digiunare a solo pane ed acqua nella vigilia della Santissima Concezione di Maria, e non lasciò mai di fare questo digiuno per tutto il corso della sua vita ancorché fosse oppresso da gravissime infermità, anzi cresciuto in età, digiunò similmente in pane ed acqua tutti sabati dell’anno, e tutte le altre vigilie delle festività di Maria.

E ben ne sperimentò la protezione. In quanto avendogli insegnato la madre, che in qualunque disgrazia ricorresse subito alla potente intercessione di Maria Vergine, egli si valse con buon successo del pio ricordo in due gravissimi pericoli. Mentre era in età di circa nove anni accadde un giorno, che egli trovandosi in compagnia di tre altri fanciulli nella Vigna dei Conti degli Atti, e scorta una scala di legno appoggiata ad un altissimo pero, vi salirono tutti per cogliere di quella frutta. Quando all’ improvviso due rami, sui quali si sostenevano, l’uno si ruppe, e l’altro si piego in modo, che i fanciulli caddero al suolo sopra di alcuni sassi. Ad uno si slogò una coscia, e gli altri due tutti pesti, e mal conci furono riportati a braccia alle loro case, e il solo Pietro (Fra Crispino), che implorò subitamente l’aiuto di Maria Vergine, rimase del tutto libero, e illeso quasi che non fosse caduto.

Un’altra volta stando il medesimo nella via detta del Bottalone, uscì furiosamente dalla stalla del Conte Bussi un indomito puledro, che correndo per la Città maltrattò molta gente. Il buon fanciullo, che se ne stava sicuro, si vide improvvisamente venire incontro il puledro, non potendo evitare lo scontro, implorò subitamente l’aiuto della sua protettrice. Il cavallo lo fece cadere a terra, e calpestandolo in tal modo, che tutti i circostanti lo ritennero per morto, o semivivo. Ma che? Appena il cavallo se ne fu andato, egli si alzò subito in piedi salvo, ed illeso, senza scorgersi in lui nessun segno di contusione, non che di frattura. Questi, ed altri simili benefici, soleva egli narrare da adulto, rendendo grazie alla sua liberatrice, e dichiarandosi ingrato a tanti benefici.

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