Quinta domenica di Quaresima. Il commento a cura di Filippo Gluk

titolo 1

Vangelo  Gv 8,1-11

Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei.

Dal vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanche io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

              Commento don Dolindo

Mentre Gesù parlava, ecco che gli scribi e i farisei gli
condussero una donna sorpresa allora stesso in adulterio… domandandogli che cosa ne pensasse…..Gesù Cristo non rispose, ma chinatosi a terra cominciò a
scrivere col dito sulla polvere del pavimento…Gesù però non
scriveva indifferentemente sulla terra, ma forse o ricordava i principali precetti della Legge trasgrediti dagli scribi e farisei,
o addirittura ricordava i gravissimi peccati da loro commessi…. Gli scribi e farisei, vedendo quello che scriveva, si turba-
rono, e…. udite le sue parole…: Chi di voi è senza
peccato scagli per primo la pietra contro di lei… Se ne andarono
uno dopo l’altro… Quando noi giudichiamo malignamente il prossimo per i
suoi difetti e i suoi peccati, rinnoviamo il gesto degli scribi e
dei farisei: trasciniamo quell’anima al giudizio con la nostra
mancanza di carità e pretendiamo di lapidarla con le nostre
invettive e le nostre insinuazioni. Ricordiamoci che siamo
peccatori noi per primi, e che non abbiamo davvero il diritto
di scagliare le pietre. Quanti peccati abbiamo fatto, e quante
responsabilità pesano sulla nostra coscienza! Umiliamoci, ed
invece di accusare il prossimo accusiamoci noi innanzi al sa-
cerdote, affinché siamo perdonati dalla misericordia di Dio.

Quando giudichiamo il prossimo, Gesù si curva sulla no-
stra miseria, e scrive sulla terra della nostra fragile creta, ri-
cordandoci le nostre iniquità; abbiamo tutto l’interesse che
Egli le cancelli, e perciò abituiamoci a compatire le altrui de-
bolezze ed a meritarci misericordia usando misericordia.

don dolindo

Riflessione

Sono così stolto da non comprendere che il giudizio di condanna contro gli altri è un giudizio che rivolgo essenzialmente contro me stesso. Così facendo rifiuto la misericordia che il Signore Gesù mi vuol donare.

La convenienza del rigettare il giudizio di condanna, però, non deve paralizzare la necessità del giudizio di orientamento, quel giudizio, cioè, che mi consente di scegliere tra le varie opzioni possibili, quella più perfetta e, dunque, più gradita al Signore.

Dovremmo veramente comprendere quali scelte farebbe Gesù se fosse al nostro posto, in quella o quell’altra situazione. Solo così potremmo intraprendere un vero cammino di santificazione, il solo che può darci felicità.

Interrogativi

Invece di perdere tempo a riscontrare i difetti degli altri, perché non ci concentriamo di più sul correggere i nostri e piacere, in tal modo, a Gesù?

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