III Domenica di Pasqua. Rubrica a cura di Filippo Gluk

titolo 1Vangelo  Gv 21, 1-19 [Forma Breve Gv 21, 1-14]
Viene Gesù, prende il pane e lo dà loro, così pure il pesce.

Dal vangelo secondo Giovanni
[ In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti. ]
Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

 don dolindo

Commento al Vangelo di Don Dolindo

L’episodio raccontato in questo capitolo da san Giovanni, non è semplicemente una manifestazione di Gesù, ma ha un significato profondo… È un mistero profondo: Pietro dice ai suoi compagni: Vado a pescare; dopo la pesca miracolosa va per primo incontro a Gesù, e tira lui al secco la rete. Era il capo degli apostoli, il primo capo della Chiesa e, senza pensarlo, prendeva lui l’iniziativa e la direzione di quella pesca che figurava l’apostolato nel mondo e nei secoli.

Pescò di notte e non prese nulla; pescò dopo che Gesù ebbe parlato, ed improvvisamente la rete si riempi di pesci. Questo indicava che con le forze naturali non possono prendersi le anime, e che la Chiesa non può gettare la rete che nel nome e sulla parola di Gesù… Gesù sta sulla riva e chiama, vi sta solo e sconosciuto… È riconosciuto prima dall’amore, da Giovanni, cioè dalle anime predilette alle quali si rivela e si dona; poi da Pietro, cioè dalla Chiesa ufficialmente, e la Chiesa corre a Lui per avere la vita…

Dopo che gli apostoli si furono rifocillati insieme a Gesù sulla riva deserta, Gesù rivolto a Pietro lo interrogò dicendo: Simone, figlio di Giovanni, mi ami tu più di questi? Pietro rispose umilmente rimettendosi questa volta al giudizio stesso del Maestro divino: Certamente, Signore tu sai che io ti amo…. Per la terza volta Gesù disse a Pietro: Simone, figlio di Giovanni, mi ami tu? Pietro allora si contristò, pensando che Gesù glielo domandasse perché non vedeva in lui l’amore, e perché ricordava ancora il peccato che aveva fatto rinnegandolo, e rispose: Signore, tu sai tutto, tu conosci che io ti amo.
E voleva dirgli: tu sai quello che io sono, tu conosci il mio cuore, tu lo scruti nel fondo, e tu sai che, nonostante la mia infedeltà, io ti amo. Gesù soggiunse: Pascola le mie pecorelle, ossia, secondo il testo greco: le pecore madri, fatte adulte e capaci di procrearne delle altre. In poche parole Gesù tracciava tutto il cammino della Chiesa, e dava a Pietro e ai suoi successori il primato di giurisdizione su tutto il suo gregge, fino al termine dei secoli…. Egli gli dette un triplice regno, e può dirsi quasi che con le sue divine parole cesellò Egli la tiara del pontefice: gli dette il regno delle anime: Pascola i miei pìccoli agnelli; gli dette il governo dei popoli cristiani: Prenditi cura del mio gregge, gli dette la giurisdizione suprema su tutti i pastori: Pascola le mie pecore madri che generano gli agnelli. Gesù Cristo è il Re di tutto l’universo e di tutte le genti, e per il suo Sangue ha, di pieno diritto, in eredità le nazioni.

 

Riflessione

Il commento di Don Dolindo, potremmo dire traccia il carattere dei pontificati. Un pontefice dà la direzione alla Chiesa. Questo è un suo compito, un suo dovere preciso. Don Dolindo dice che Pietro, con il vigore dell’esercizio della sua funzione, trascina i pesci, le anime verso la terra, dove attende Gesù. Anche i Pontefici di tutti i tempi hanno il dovere di portare le anime verso al direzione in cui Cristo le attende. Guai se non fosse così! Ma prima della Chiesa ufficiale, rappresentata da Pietro, è Giovanni che riconosce Gesù, cioè, dice don Dolindo, è l’amore da egli rappresentato che riconosce per primo il  Divin Maestro e suggerisce all’orecchio della Chiesa gerarchica chi è Colui che li sta attendendo a riva. Ecco l’importanza per il Papa di circondarsi di persone rette, fedeli alla dottrina, piene di amore verso il Cristo, piuttosto che di piani di cambiamento dei suoi insegnamenti. Se un Papa si circondasse volutamente di persone dal pensiero non ortodosso rispetto agli insegnamenti di Cristo, sarebbe direttamente responsabile di tutte le conseguenze delle loro dichiarazioni.

Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora».

Sulla brace c’erano già dei pesci, poi anche del pane, simboli dell’eucarestia, ma Gesù chiede anche il pesce appena pescato da Pietro e i suoi compagni. Sembrerebbe che in questo gesto, Gesù stia dando il mandato a Pietro, e in lui a tutti i suoi apostoli, di ripetere il gesto dell’istituzione dell’eucarestia. Gesù vuole i pesci degli apostoli per assimilarli a Lui. Nella trascrizione dal greco al latino, infatti, il termine ICTUS indicava Gesù Cristo.

E poi quella domanda che Gesù rivolge a Pietro per ben tre volte, di fronte alla quale, la terza volta Pietro risponde: « ... tu sai quello che io sono, tu conosci il mio cuore, tu lo scruti nel fondo, e tu sai che, nonostante la mia infedeltà, io ti amo». Molto bella la riflessione di don Dolindo che ripescando il significato del termine pecorella, secondo il testo greco, ricorda che Gesù si riferisce alle: «... pecore madri, fatte adulte e capaci di procrearne delle altre».

Pietro è investito della missione di governare le pecore di Cristo, e con questa investitura è come se il Cristo segnasse anche i limiti di quel mandato: custodire il gregge di Cristo negli insegnamenti dati del Signore, evangelizzare secondo gli insegnamenti di Cristo, governare il gregge garantendo la custodia di quegli insegnamenti, non cambiandoli.

Interrogativo: Di fronte agli errori di questo pontificato, evidenziati da più studiosi competenti, si può dire che l’attuale Pontefice stia percorrendo le orme di san Pietro, se non attua nessuna correzione delle deviazioni dottrinali già poste in essere? 

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