Domenica della solennità del Corpo e Sangue di Cristo. Rubrica a cura di Filippo Gluk

titolo 1

Ave Maria

Vangelo  Lc 9, 11b-17
Tutti mangiarono a sazietà.

Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta».
Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini.

Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti.

Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

don dolindo

Commento di don Dolindo

Gesù Cristo, moltiplicando il pane ed i pesci, simboleggiò una moltiplicazione più bella, quella del Pane Eucaristico, quella del suo Corpo e del suo Sangue come sostegno nostro nel deserto della vita. Nell’ultima cena egli operò come nel deserto: Alzò gli occhi al cielo, spezzò il pane, lo diede ai suoi apostoli, moltiplicò in essi la sua presenza sacramentale, e diede ad essi il potere di dare quel Pane di vita alle moltitudini sterminate delle cinque parti del mondo in tutti i secoli. Ogni giorno noi assistiamo a questo miracolo nella Santa Messa: Gesù ci parla dall’altare nel deserto della vita per le grandi voci della liturgia; dopo averci parlato ci fa sedere alla sua mensa e ci nutre

di sé. Non dovrebbe mai avanzare questo cibo di vita, e le pissidi dovrebbero sempre vuotarsi. Certo se il popolo avesse capito appieno il miracolo che aveva avuto, avrebbe lasciato dodici panieri di avanzi? Ognuno avrebbe portato con sé come preziosissima cosa il pane miracoloso, per cibarsene ancora. Rimangono piene le pissidi quando sono vuoti i cuori, e quando non s’intende l’immenso beneficio del Dono eucaristico. O caro Gesù, non permettere che ti siamo ingrati; donaci una grande fame del Pane di vita!

Riflessione

Don Dolindo ci invita a riflettere sulla nostra ingratitudine, superficialità, indifferenza o freddezza nell’accostarci alla Santa Eucarestia che è Cristo uomo-Dio, in pienezza. Neanche ci sfiora minimamente il pensiero di questo immenso e incommensurabile Dono di Sé, che l’uomo-Dio ci fa nell’eccesso del suo amore per noi.

Eppure, in ogni tabernacolo di ogni Chiesadel mondo, c’è lo stesso Cristo che duemila anni fa si trovava nel deserto e sfamò la folla; lo stesso Cristo che nel cenacolo, con i suoi discepoli, istituì la Sacra Eucarestia.  

Chiediamo all’Immacolata di concederci il dono di una fede vera. 

Interrogativo

Assumo un comportamento riverente quando son in chiesa, alla presenza del Santissimo Sacramento? Vado a ricevere Gesù con il massimo raccoglimento interiore? Vado in Chiesa a salutarlo e fargli un po’ di compagnia?

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