Povertà e pulizia

Il padre guardiano del convento della Tolfa era il padre Angelo da Ronciglione religioso ben savio e benigno, il quale accolse San Crispino con tutta carità e gli diede l’incarico della cucina. Non si può descrivere con quanta diligenza e impegno il Beato prese ad esercitare un simile ufficio, e al tempo stesso che si studiava di contentare i religiosi procurava ancora di mantenere l’ordine e la pulizia. Era a lui familiare il detto di San Bernardo: cioè povertà e pulizia onde che si diete a pulire assai bene la cucina e le stanze dove si custodivano le vettovaglie e a tenere ben ordinato tutti gli utensili. Eresse nella cucina un piccolo altare con una devota immagine della Santissima Vergine alla quale indirizzava ogni ora le sue preghiere, lo adornava di rose e di altri vari fiori, vi spargeva mirti, vi teneva mazzetti di erbe odorifere e vi bruciava profumi e in tutti i giorni di sabato è di domenica e specialmente nelle vigilie feste della Vergine Maria vi invitava i chierici a cantare le litanie e recitare altre preghiere, vi invitava anche i laici che erano ospiti dei cappuccini. Tutto il tempo che rimaneva libero dal suo ministero lo occupava stando in Chiesa ascoltando le sante Messe o genuflesso davanti al santissimo Sacramento pregando lungamente con tanta esemplarità. e devozione che ben presto attrasse gli sguardi dei circostanti e si conciliò grandemente la stima non solo dei religiosi , ma anche dei secolari che li accorrevano.

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