Dalla parte di don Lino Viola

Cari carabinieri, vi rispettiamo, ma questa volta non siamo dalla vostra parte.

Il grave atto di interruzione della santa messa, avvenuto a Soncino, Cremona, da parte dei Carabinieri, sta facendo il giro del web.

Le forze dell’ordine non hanno solo turbato lo svolgimento della santa messa, ma addirittura interrotto e ripreso il celebrante don Lino Viola, probabilmente anche sanzionato insieme ai fedeli che hanno partecipato alla celebrazione liturgica.

Di chi è la colpa?

Viviamo in un’epoca in cui abbiamo perso certezze e per questo anche l’interpretazione dei provvedimenti a carattere normativo sono lasciati alle più svariate e libere traduzioni. Il Decreto del Presidente del Consiglio in merito alle misure di prevenzione per fronteggiare l’emergenza Covid 19 ha lo scopo di evitare i contagi, per cui, rispettate le distanze di sicurezza, muniti di guanti e mascherina, non si capisce perché 14 persone non possano stare in un ambiente di 300 metri quadrati – tanto è grande la Chiesa dedicata agli Apostoli Pietro e Paolo -, ad assistere alla funzione religiosa.

Ora, seppure non fosse stato un movente anticlericale a promuovere l’intervento delle forze dell’ordine, c’è stata sicuramente ottusità interpretativa delle disposizioni del Governo.

La cosa che però fa più male è la presa di distanza del vescovo, che sembra rappresentare una chiesa lontana dalla vita reale.

Nessuno si aspetterebbe da un buon pastore che abbandoni a se stessa una delle pecore del gregge.

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