Facebook, ancora sotto accusa

Mi giungono notizie allarmanti dalla redazione di LifeSiteNew. Facebook è messo sotto accusa perché ha cercato di chiudere qualsiasi discussione sulla probabilità che il virus letale sia stato prodotto in un laboratorio cinese. Come?  Bannando tutti gli articoli della redazione americana che indagano sul possibile coinvolgimento dei laboratori cinesi nella diffusione del coronavirus.  LifeSite New ha ospitato articoli di Steven Mosher che ha dedicato la vita a denunciare la violazione dei diritti umani. Steven Mosher parla diversi dialetti cinesi, ha sposato una donna cinese ed è stato il primo a denunciare la politica del figlio unico, in Cina.

Inoltre per quasi 40 anni, il governo cinese ha svolto una pressione sul governo americano affinché lo silenziasse.

La Cina si difende asserendo che si tratta di fake new, ma non fornisce dati per smentire, né fatti concreti. Il discorso sulle fake new sta diventando un alibi per zittire  chiunque non si allinei al pensiero dominante.

Dopo che il Dipartimento di Stato Americano ha manifestato il sospetto sull’origine cinese del virus, Facebook ha progressivamente eliminato i suoi divieti nei confronti di Lifesite New, ma permangono i sospetti di uno schieramento acritico e interessato del colosso della rete.

L’unico modo per difenderci dalle menzogne dei grandi è diffondere le notizie in modo parallelo, contando sulla nostra rete di amicizie.

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