GOTTI TEDESCHI: UN’IMPLORAZIONE AL PAPA PER L’IMMACOLATA, E – ANCHE – PER I FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA…

roma_-_ettore_gotti_tedeschi_presidente_dell_istituto_per_le_opere_di_religione_ior_._-_2011_-_imagefullDal sito di MARCO TOSATTI

 

Sulla guglia più alta del Duomo di Milano fu eretta nel 1774 la statua dell’Immacolata , la “Madonnina” . In Piazza di Spagna a Roma nel 1857 fu eretto un obelisco con l’Immacolata. A Napoli in piazza Gesù Nuovo dal 1705 c’è la stessa statua dell’Immacolata. Il dogma dell’Immacolata Concezione fu stabilito da Pio IX nel 1854.

Nel 2002 il Vescovo di Haarlem-Amsterdam, mons. Joseph Punt, riconobbe ed approvò una apparizione dell’Immacolata che chiedeva di esser proclamata “Maria Corredentrice” , all’opera di redenzione di Cristo. Tantissimi santi   parlarono di questo ruolo della Vergine con assoluta convinzione: san Giovanni Paolo II, Il beato Newman, San Pio di Pietrelcina, San Escrivà, madre Teresa di Calcutta, Edith Stein, San Leopoldo Mandic, San Massimiliano Kolbe …Ma i tempi devono esser ben cambiati se un sant’uomo (che io apprezzo moltissimo) come padre Cantalamessa nella sua terza predica di Avvento, alla Curia Vaticana, in presenza del Papa, il 18-12-2015, riferendosi ai disagi dei fratelli protestanti nei confronti di Maria, dichiara “Non è questo il luogo per fare una revisione storica, voglio solo dire quale mi sembra essere la via per uscire da questa triste situazione circa Maria. Tale via passa per un sincero riconoscimento da parte di noi cattolici del fatto che spesso, specialmente negli ultimi secoli, abbiamo contribuito a rendere Maria inaccettabile ai fratelli protestanti, onorandola in modo talvolta esagerato e sconsiderato e soprattutto non collocando tale devozione dentro un quadro biblico ben chiaro che ne facesse vedere il ruolo subordinato rispetto alla Parola di Dio, allo Spirito Santo e a Gesù stesso. La marianologia negli ultimi secoli era diventata una fabbrica continua di nuovi titoli, nuove devozioni, spesso in polemica con i protestanti, usando talvolta Maria – la comune madre – come un arma contro di essi”.

Pur capendo che dette “esagerazioni” potrebbero compromettere il dialogo ecumenico con i luterani, a restare un po’, diciamo, “ perplessi “ da queste osservazioni, sarebbero stati due santi “mariani” molto devoti e dedicati al culto di Maria: San Luigi Maria Grignon de Montfort e Sant’Alfonso Maria de Liguori . Ma chi son restati invece un po’ intimiditi, puniti e commissariati, anche per eccesso di “marianità” , sono stati i famosi Francescani dell’Immacolata. L’intento di questo scritto è duplice. Il primo riguarda noi tutti cattolici che siamo (“esageratamente”?) devoti all’Immacolata, e desidereremmo capire se Maria sarà considerata o no dogmaticamente Corredentrice, dogma che darebbe vera pace nel mondo (si legga l’Apocalisse di sanGiovanni) e che permetterebbe una nuova effusione dello Spirito Santo sulla Chiesa. Il secondo riguarda il futuro di questi Francescani e consiste nell’implorazione al Santo Padre Francesco, affinché faccia luce su questa vicenda, magari nominando un nuovo Commissario senza pregiudizi. Non so molto più di quello che ho letto e mi è stato riferito sulla vicenda. Quello che mi preoccupa sono le ragioni e le conseguenze di questo commissariamento. Spiego perché. Quello che ho inteso è che i Francescani dell’Immacolata fondano il loro carisma proprio sulla visione di San Massimiliano Kolbe; grazie a questo carisma hanno generato , in controtendenza con altri, un numero elevatissimo di vocazioni ed hanno aperto ovunque nei 5 continenti Case Mariane che si occupano di spiritualità e carità (Brasile, Nigeria, Benin…). Ma sono anche stati fra i primi a sostenere la proposta di Maria Corredentrice nonché ad accogliere il Motu Proprio di Benedetto XVI “Summorum Pontificum” per la celebrazione della messe nella forma straordinaria. Per ragioni a molti incomprensibili, ma misteriose, al loro interno un gruppetto di frati denunciò il governo dei FFI di “deriva lefebvriana” che originò una visita apostolica (nel 2012), che a sua volta generò nel 2013 il commissariamento, che senza motivazioni fondate, provocò la sospensione dell’uso del Vetus Ordo Missae e l’allontanamento dei Superiori, riconoscendo di fatto l’accusa al fondatore (Padre Manelli) di insanità mentale, abuso di autorità , sottrazione di beni, abusi sessuali … ecc. Mentre la magistratura laica, per la parte di sua competenza, sembra aver scagionato il Fondatore e i Superiori, sembrerebbe che il commissariamento continui a preoccuparsi (oltre al trasferimento del patrimonio materiale) della trasformazione del carisma “mariano”. Il risultato che quindi preoccupa riguarda la dispersione del patrimonio vocazionale di frati e suore che devono rinunciare, dopo 20-25 anni di vita consacrata al Signore ed all’Immacolata, alla propria identità vocazionale, facendo perdere alla Chiesa tutta la ricchezza spirituale di questo carisma mariano. Ecco la ragione della necessità di intervento diretto del Papa. Altrimenti, ci domandiamo, forse anche la statua della nostra “Madonnina” sul Duomo di Milano può rischiare un “commissariamento”….

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