Vita di san Crispino da Viterbo. Chiamata divina

 

aabf43ae5b0d4164b3b96dbc1d8c2130Quanto più avanzava in età tanto più avanzava nell’esercizio delle virtù, indirizzando i suoi pensieri verso quelle vie per meglio servire a Dio. La grazia del Signore che già operava in quell’anima gliene additò il sentiero. Ecco l’occasione: essendo l’Italia afflitta da grande siccità tutte le popolazioni procurarono di placare il Signore con delle pubbliche penitenze, e la città di Viterbo non inferiore ad alcuna altra nella pietà, organizzo una grande processione di penitenza, alla quale intervenne tutto il Clero secolare, e regolare, e anche i novizi Cappuccini, era presente anche il giovane San Crispino, e osservando attentamente quei Novizi tutti umili, e composti gli diedero l’immagine di tanti angeli del Paradiso, e senti infiammarsi l’anima di una vocazione così veemente di vestirsi da Cappuccino, che ne divenne sopra ogni credere impaziente ed inquieto,

Tutte le domeniche, e le altre feste, nelle quali era libero saliva al colle della Palanza

alle falde del monte S. Angelo, dove era situato il convento di noviziato distante dà Viterbo due miglia circa, e ivi inginocchiato in chiesa, assisteva alla Compieta, e a tutte le altre preghiere cantate dai novizi, con tal giubilo del suo spirito, come se stesse in cielo tra i cori Angelici, e riguardava quei novizi, come tanti Serafini accesi del divino amore.

Non volendosi però cimentare con un peso, che non conosceva bene, volle prima con virile prudenza esaminare bene l’istituto e tanto si adoperò, che ottenne una regola stampata di S. Francesco, chiamata dallo stesso Serafico Padre il midollo del Vangelo, la scala del Cielo, il patto dell’eterna pace, la chiave del Paradiso. Esaminatala attentamente e trovandola tutta confacente al suo spirito, la imparo tutta a memoria, e poi se la cucì dentro la fodera del vestito dalla parte del cuore, e scherzando diceva ai giovanetti di sua confidenza: Io spero presto di essere iscritto ad una santa milizia, ho in petto la Croce dell’Ordine, e sarà sempre nel mio cuore, e fra poco voi lo vedrete.

Per effettuare il suo santo proposito aspettava con ansietà, che il Provinciale dei Cappuccini visitasse il convento, e questo avvenne il secondo giorno di luglio, festa della Visitazione di Maria Vergine. Ma prima andò ad implorare il divino aiuto nella chiesa dei Padri Serviti intitolata la Verità, raccomandandosi teneramente all’intercessione della Madre di Dio. Quindi tutto umile si presento al Padre Provinciale il quale lo accolse benignamente, e sentendosi intimamente ispirato a riceverlo.

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